Sicurezza
Geotermia, il sindaco annuncia ricorso al Tar
Marchi si oppone a trivelle e centrale, ma è polemica per la mancata telefonata con l’assessora regionale all’ambiente
Massimiliano Frascino
scansano. A Scansano la geotermia produce fenomeni di “bradisismo politico” anche in assenza di trivellazioni. Con una contrapposizione politica tra amministrazione comunale e Regione che entro breve sfocerà in un contenzioso amministrativo.
Dopo la delibera regionale che ha autorizzato la Terra Energy srl di Nalles (Bolzano) a realizzare nelle campagne di Scansano due pozzi esplorativi di ricerca geotermica denominati Scansano e Pomonte, il sindaco del paese del Morellino, Francesco Marchi, annuncia un ricorso al Tar per chiederne l’annullamento.
«Ho visto – dice Marchi – che il sindaco di Magliano in Toscsna si fida di quello che gli dice la Regione. Buon per lui. Io trovo che sia poco credibile autorizzare una società privata a eseguire delle ricerche geotermiche e allo stesso tempo dirgli che tanto non potrà realizzare una centrale nel caso individui un bacino geotermico. C’è una contraddizione di fondo che va chiarita. Per questo motivo come Comune presenteremo opposizione al Tar della Toscana. E lo faremo insieme alla Cantina dei Vignaioli del Morellino e alla Cooperativa Pomonte. Oltre che probabilmente con qualcun altro».
Si preannunciano quindi tuoni e fulmini, in un comune che fra l’altro andrà al voto entro l’anno – non si capisce bene ancora se prima o dopo l’estate – e nel quale il Partito democratico ha rotto proprio con l’attuale sindaco, dopo avere contribuito a eleggerlo.
A Marchi ribatte in modo puntuto l’assessore regionale allo sviluppo economico Leonardo Marras. «La nostra posizione non è cambiata – dice – difenderemo come sempre il territorio, perché siamo a favore dello sviluppo ma a patto che sia sostenibile e possa conciliarsi con le sue vocazioni. Era noto, purtroppo, che l’individuazione delle aree non idonee pur avendo l’effetto sostanziale di impedire la realizzazione delle centrali, non avrebbe potuto limitare la ricerca (che per legge è libera) e una trasformazione temporanea del territorio che non fosse incompatibile con ambiente e paesaggio. Ma, pur essendo tutto chiaro sin da subito, le preoccupazioni di oggi sono legittime e aiutano tutti a tenere alta la guardia».
In aggiunta Marras si toglie quello che evidentemente considera un sassolino dalle scarpe: «Ci tengo a dire che abbiamo tentato comunque di resistere e di approfondire giuridicamente ogni strada per non concedere la compatibilità ai permessi di ricerca, perché a tutti pare illogico dire: “Vai avanti con la ricerca ma sappi sin d’ora che non potrai realizzare l’eventuale centrale al termine delle indagini”. Per scrupolo l’assessora all’Ambiente, Monia Monni, prima di adottare la delibera ha chiamato i sindaci dei comuni coinvolti. Ma purtroppo il sindaco di Scansano non è stato disponibile a parlarle per una decina di giorni, a differenza degli altri che hanno avuto invece la possibilità di confrontarsi con lei». Marras conclude il suo ragionamento con una stilettata: «La reazione di questi giorni appare un po’ tardiva, ma forse è tutto frutto dei reali gravosi impegni che in questo momento delicato di fine del mandato ha il sindaco Marchi».
Da parte sua Marchi liquida la questione con poche parole: «Qualche giorno fa il Comune è stato contattato da una certa assessora Monni, ma io non c’ero. Mi aspettavo di essere ricontattato, ma non è avvenuto». —
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