Attenzione
Visite in Rsa: «Ancora premature» Pur con i vaccini, c’è da aspettare
Boldrini: «Contagi possibili», Spinelli: «Obiettivo riaprire, ma dipende dall’andamento della pandemia»
Francesca Ferri
grosseto. I vaccini sono uno scudo contro il Covid-19, ma è ancora prematuro consentire a chi è vaccinato di poter andare a trovare i parenti ospiti delle Rsa (residenze sanitarie assistenziali) o strutture simili.
Questa la risposta arrivata dall’assessora regionale all’Integrazione socio-sanitaria Serena Spinelli e dal responsabile del distretto sanitario area Grossetana Fabrizio Boldrini al signor Bruno Coppi e, per estensione, a tutti quei cittadini e cittadine che, sempre più numerosi, si stanno vaccinando e quindi si aspettano di tornare presto a riabbracciare, senza plexiglass e senza teli di plastica, i propri cari.
Coppi, 80 anni, aveva lanciato ieri un appello dal Tirreno. Dato che il 1° marzo riceverà la seconda dose di vaccino, era convinto di poter andare a trovare la moglie Gioconda, coetanea, malata di Alzheimer, in Rsa.
Il Tirreno ha girato il suo appello ai due amministratori pubblici che più da vicino sono coinvolti nella regolamentazione e nella traduzione operativa delle regole di accesso alle Rsa, l’assessora Spinelli e il responsabile di distretto Boldrini.
Spiega Boldrini che «ancora non si può» perché «le indicazioni per la chiusura delle Rsa non sono state rimosse». La ragione sta nel meccanismo stesso del vaccino e nei numeri.
«Fare il vaccino – spiega Boldrini – non significa non sono più infettante. Il vaccino non impedisce il contatto del virus con l’organismo; impedisce che il virus sia pericoloso per la persona vaccinata, ma entra nell’organismo e questo significa che la persona può trasmetterlo a chi non è vaccinato».
A questo punto entrano in gioco i numeri delle vaccinazioni. Perché, spiega ancora Boldrini, se è vero che nelle Rsa le vaccinazioni sono state completate, è anche vero che questo dato è aggiornato al momento in cui è stata programmata la campagna vaccinale.
«I nuovi ingressi nelle Rsa, tuttavia, sono continui – spiega Boldrini – perciò non è escluso che in una Rsa possano esserci anche ospiti momentaneamente non ancora vaccinati. Se un visitatore è vaccinato, ma è portatore del virus, e viene in contatto con una persona non vaccinata, il virus si trasmette. Ecco perché non si può derogare ancora».
Al momento è dunque ancora in vigore l’ordinanza del presidente della Regione Eugenio Giani numero 93 che ha disposto la sospensione delle visite nelle Rsa.
Questo non significa che le Rsa siano completamente isolate ai familiari.
«La Regione Toscana si è impegnata a favorire la comunicazione tra gli ospiti delle Rsa e i familiari – spiega al Tirreno l’assessora Spinelli – e la possibilità che le strutture si dotassero di spazi protetti per visite come le “stanze degli abbracci”», ovvero le stanze dove visitatore e ospite della struttura si possono incontrare separati da un telo di plastica “blocca-virus”.
La Regione Toscana ha stanziato 900mila euro per consentire alle Rsa di dotarsi di queste stanze e per acquistare tablet, video, schermi e altri dispositivi per il collegamento virtuale tra ospiti e famiglie. Oltre un quarto delle rsa toscane ha fatto richiesta per accedere ai finanziamenti.
«Con la delibera approvata a fine dicembre, frutto del lavoro congiunto con la commissione di Bioetica e alcune associazioni regionali – dice ancora l’assessora Spinelli – siamo l’unica Regione in Italia che ha dato indicazioni, a fronte di situazioni di particolare gravità, per la valutazione e lo svolgimento di visite da parte di familiari nei reparti ospedalieri Covid e nelle residenze. L’obiettivo della Regione è certamente quello di una progressiva ripresa in sicurezza delle relazioni tra le Rsa e l’esterno, e anche di riprendere con gli ingressi dalle liste d’attesa. In tal senso l’elemento fondamentale è il completamento delle vaccinazioni degli ospiti delle Rsa e la massima copertura possibile degli operatori. E su queste basi, mantenendo la priorità di evitare l’ingresso del virus all’interno delle strutture, coerentemente con l’andamento dell’epidemia e sulla base delle disposizioni nazionali, stiamo lavorando per la definizione delle possibili modalità per la ripresa delle visite». —
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