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Rimborsi per le rette dei nidi Inps dà via libera alle richieste

Giovanna Mezzana
Rimborsi per le rette dei nidi Inps dà via libera alle richieste

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grosseto. Ci sono novità dall’Inps: possono cominciare a tirare il fiato i genitori grossetani che hanno iscritto i loro figli ai nidi convenzionati – perché non hanno trovato posto negli asili comunali – e che ieri, sulle pagine del Tirreno, hanno palesato tutto il loro sconforto. Ogni mese devono tirare fuori in media 400 euro quando un bonus garantito – ogni anno, dal 2016 – dall’Istituto nazionale di previdenza sociale sommato agli importi di compensazione erogati dal Comune a scomputo del beneficio Inps – aiuti previsti a favore anche di queste famiglie – consente di pagare la retta di un asilo privato convenzionato quanto quella di un nido comunale, cioè poche decine di euro o addirittura nulla, a secondo dell’Isee, l’indicatore della situazione economica equivalente, parametro con cui si misura la “ricchezza” di una famiglia.

Il problema è che questi interventi di sostegno sono a rimborso: cioè prima si anticipa il pagamento, poi si rientra del quantum pagato. E le famiglie sono in difficoltà.

Ebbene se fino a martedì sera nulla si sapeva sui tempi con i quali l’Inps avrebbe riaperto le domande per ottenere il bonus 2021, ieri mattina l’istituto ha messo online la procedura che consente di presentare le richieste per l’accesso al bonus asilo 2021; un video tutorial illustra le fasi della presentazione della domanda.

È ciò che tanti genitori grossetani aspettavano ormai da settimane: anche perché la quota di contributi che arriva dal Comune viene erogata “a compensazione” rispetto a quanto già pagato dall’Inps: l’Amministrazione comunale deve cioè garantire la differenza; e se non è giunto il beneficio Inps non può giungere neppure quello “civico”. Il bonus comunale sarà pagato – questo è già stato deciso dagli uffici amministrativi – a inizio estate, a saldo, per il periodo gennaio/giugno-luglio.

L’apertura delle domande Inps è dunque un punto di partenza: il timore dei genitori era che si spostasse troppo in là il via libera alle richieste da parte dell’istituto di previdenza. –

Giovanna Mezzana

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