Lutto
Il Pd gioca d’anticipo «Uniti più che mai per far rinascere il nostro comune»
La segretaria Lesch: «Puntiamo su una coalizione ampia e siamo pronti a un progetto civico con società civile e M5s»
manciano. Non è fra i comuni che andranno al voto a primavera ma a Manciano, dove si vota nel 2022, si respira quasi aria di preparativi. Almeno nel Partito democratico che, dopo aver perso il municipio nel 2017, in quello stesso ha visto salire alla guida la segretaria Hannah Lesch, 28 anni, imprenditrice di Montemerano.
A lei in questi anni è stato affidato un doppio compito. Sul fronte esterno, fare opposizione in consiglio comunale, nel gruppo guidato da Giulio Detti. Sul fronte interno compiere un “reset” del quadro dirigenziale ma anche un lavoro teso a ricucire le spaccature, a mediare, a dialogare e a far dialogare le diverse anime democratiche. A un anno dal voto, a che punto siamo? Il Partito democratico di Manciano è pronto ad affrontare la sfida?
«Dopo quasi quattro anni di opposizione puntuale e faticosa in consiglio comunale assieme alle forze in coalizione, che ringrazio, credo che Manciano sia pronta a questo importante appuntamento. Siamo uniti come mai accaduto negli ultimi anni ed entusiasti di poter affrontare con largo anticipo il percorso che ci porterà alle prossime elezioni amministrative costruendo il Progetto politico Manciano 2022», dice Lesch.
Che lavoro ha fatto il Pd di Manciano in questi anni?
«Un lavoro serio di analisi degli atti che ha sempre tenuto conto solo del bene del territorio. Abbiamo sempre agito, anche con i livelli sovracomunali, per far prevalere gli interessi dei cittadini del Comune di Manciano e portare a casa risultati concreti a beneficio della nostra comunità».
Cosa è stato diverso rispetto al passato?
«Mi è stato chiaro fin da subito che dovevamo uscire dalle vecchie dinamiche autoreferenziali e guardare al futuro con determinazione, mettendosi al servizio delle persone. Era però necessario partire dal passato e assieme alla segreteria provinciale abbiamo lavorato con pazienza e umiltà alla ricostruzione della nostra comunità dopo la sconfitta elettorale del 2017. Lo abbiamo fatto in un lungo percorso di ricostruzione che ci ha permesso di andare oltre i personalismi, i protagonismi e le divisioni che hanno caratterizzato gli ultimi anni della politica mancianese».
Come ci è riuscita?
«Con la consapevolezza che il risultato degli anni passati è stata la vittoria di Mirco Morini (sindaco di centrodestra)».
Cosa non le piace dell’amministrazione Morini?
«La più grande lacuna è la mancanza di visione, di dove vogliamo andare e di quale è la direzione da intraprendere. Questo comporta la mancanza di programmazione amministrativa che ha una ricaduta negativa sulla macchina amministrativa e su tutto il territorio. È necessario avvicinare la pubblica amministrazione ai bisogni dei cittadini e mettere nelle condizioni i dipendenti di poter svolgere con tranquillità il proprio lavoro. Inoltre bisogna ricostruire la credibilità del Comune nello scacchiere provinciale. Manciano purtroppo è scomparsa dalla cartina geografica. Da ultimo, ma non certo per importanza, è quanto di negativo è accaduto in questi anni sul diritto alla partecipazione dei cittadini. La cancellazione dei comitati di frazione, delle riunioni pubbliche e la negazione della possibilità di assistere ai consigli comunali sono degli esempi».
E il Pd cosa vede nel futuro di Manciano?
«Manciano ha bisogno di una guida autorevole e di un coinvolgimento maggiore dei cittadini. Dobbiamo cogliere l’opportunità del Recovery fund e attirare le risorse, scommettere sull’unicità del nostro territorio e sul vantaggio che ci danno i nostri piccoli borghi. Servono strategie di sviluppo sostenibile per generare lavoro e garantire un futuro alle prossime generazioni. Dobbiamo occuparci del disagio sociale, della coesione sociale. Bisogna prestare assistenza alle persone in difficoltà e tutelare le fasce più deboli con una particolare attenzione alle donne sulle quali ricade il maggior peso degli effetti della pandemia. La tutela dell’ambiente rappresenta invece la sfida più importante per il futuro dell’umanità, anche Manciano deve fare la sua parte e rendere tale priorità centrale».
Parla come se a primavera si votasse. Avete già un candidato sindaco? Pensate a una coalizione? E il Pd provinciale che ne pensa?
«Il Pd di Manciano si apre a 360 gradi a tutta la comunità. Bisogna scommettere sul futuro, sulla costruzione di una nuova classe dirigente, sul merito dei progetti e sulle competenze. Puntiamo con decisione su una coalizione ampia, che tenga conto delle sensibilità sociali e politiche diverse e che sia formata da persone capaci di assumersi la responsabilità di questa importante sfida per la ricostruzione e di giocare un ruolo decisivo nel centrosinistra della provincia di Grosseto. Il segretario provinciale è al nostro fianco. Noi ci siamo, strutturiamo le commissioni di lavoro e, non appena lui ci darà il via libera, siamo entusiasti e ben disposti a guidare con questo gruppo dirigente il Partito democratico fino alle amministrative».
Chi vorreste con voi?
«È arrivato il momento di chiedere un passo in avanti alle energie positive, alle persone innamorate di questa terra, agli imprenditori e al tessuto produttivo, ai nostri amici e compagni di sinistra e del Movimento cinque stelle, alle forze civiche di questo territorio per lavorare insieme a un progetto che abbia come obiettivo la rinascita di Manciano».
E il candidato?
«Penso che ci sia bisogno di una figura dotata di competenza e capacità abbinate a passione e senso della comunità. Se un tale profilo sarà individuabile anche al di fuori del Partito democratico, noi ci metteremo a disposizione e lavoreremo per supportare un progetto civico». — F.F.
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