La manifestazione
Medicina integrata a Pitigliano Il Centro compie dieci anni
Nato nel febbraio 2011, segue circa 5mila pazienti nell’arco di dodici mesi e aiuta, tra le altre cose, nella terapia del dolore e durante la chemioterapia
Pitigliano. Compie dieci anni il centro di Medicina integrata della Asl Toscana sud est all’ospedale Petruccioli di Pitigliano. Nato il 23 febbraio 2011 come progetto sperimentale della Regione Toscana, il centro «rappresenta – spiega l’Asl – una proposta innovativa di integrazione delle medicine complementari, omeopatia e agopuntura, nella cura dei pazienti sia ricoverati che ambulatoriali».
Inizialmente, dal 2011 al 2015 l’integrazione ha riguardato le attività del reparto di Medicina di Pitigliano (nei primi due anni) e del Centro di riabilitazione neurologica e ortopedica di Manciano. Obiettivi target, la terapia integrata per alcune patologie croniche come quelle allergiche e per contenere gli effetti collaterali della chemioterapia in oncologia e nelle cure palliative.
Con la delibera della Regione Toscana numero 1224 del 2016, il Centro assume anche il ruolo di riferimento regionale per la medicina integrata nel percorso ospedaliero. Oggi fa parte del dipartimento di Medicina interna, diretto da Massimo Alessandri ed eroga prestazioni ambulatoriali.
L’attività del centro è stata avviata sotto il coordinamento di Simonetta Bernardini, pediatra endocrinologa, referente scientificao del progetto e dagli specialisti di medicina complementare, tra cui Rosaria Ferreri, omeopata, fitoterapeuta, nutrizionista, specialista in Virologia, che tuttora prosegue l’attività nel centro, e Franco Cracolici, medico agopuntore, direttore della Scuola di agopuntura tradizionale Città di Firenze e tutor dal 2011 della branca agopuntura; collabora da un anno anche Chiara Bocci, medico radioterapista, agopuntore e omeopata, già responsabile dell’ambulatorio di medicina integrata in radioterapia dell’Istituto Maugeri di Pavia.
«La natura pubblica del Centro ha ampliato il target di pazienti, consentendo l’accesso al servizio a persone che altrimenti non avrebbero potuto sostenere i costi del regime privato, tra cui le persone anziane – dice Ferreri – È una soddisfazione poter essere utili a tutti, in particolare ai pazienti fragili, appunto, che presentando più di una patologia, devono sottoporsi a diverse terapie convenzionali. Sono loro che ricevono maggiori benefici dalla medicina integrata». Circa il 12 per cento dei pazienti viene da fuori Toscana.
Dal 2011 a oggi, il Centro di medicina integrata si è sviluppato, relativamente alla qualità delle terapie offerte e alla professionalità e competenza degli specialisti che lo portano avanti, anche grazie al costante supporto della direzione Asl. L’offerta di cura integrata si è estesa all’interno della rete ospedaliera grossetana, dando il via ad attività di medicina integrata ambulatoriale anche negli ospedali Misericordia di Grosseto e Giovanni di Dio di Orbetello. Di rilievo anche alcuni progetti realizzati in collaborazione con la Medicina generale, come quello per la presa in carico integrata dei pazienti diabetici, iniziato con i medici di famiglia del territorio di Orbetello, al momento sospeso per la pandemia. Il Centro si occupa anche di attività di formazione clinica di medici che frequentano scuole di omeopatia, agopuntura e master. In dieci anni sono state effettuate in media di 5mila prestazioni ambulatoriali all’anno tra omeopatia e agopuntura. Dal 2011 al 2020 a Manciano sono stati trattati 877 pazienti in riabilitazione. Nei primi anni di attività in corsia, 2011-2013, 220 sono stati i pazienti ricoverati al Petruccioli presi in carico dal Centro. «Il Centro di medicina integrata di Pitigliano rappresenta un esempio e un punto di riferimento per tutta l’importante attività di Medicina complementare e integrata nella Asl Toscana sud est – dice Alessandri – La volontà del dipartimento e dell’azienda è di valorizzare ancor più il suo ruolo al fine di implementare questa importante branca della Medicina». —
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