Attenzione
«Marraccini e Cassero due grandi incompiute»
Il Pd l’ha battezzata “Operazione verità”: in vista delle elezioni amministrative un “controbilancio” dei cinque anni di governo della giunta Vivarelli Colonna
Gabriele Baldanzi
GROSSETO. Seconda puntata della cosiddetta Operazione Verità a marchio Pd, in vista delle elezioni amministrative di Grosseto. Dopo le magagne sulle Mura medicee, i riflettori stavolta si accendono sul centro storico e, in particolare, su Cassero ed ex Cinema Marraccini.
«Era l’11 aprile 2016 – attacca il Pd – quando l’allora candidato civico Antonfrancesco Vivarelli Colonna, in corsa per fare il sindaco di Grosseto, annunciava l’intenzione di riportare la vita nel centro storico di Grosseto, iniziando dall’acquisto dell’ex Cinema Marraccini».
Vivarelli, in pratica, dava per fatta l’operazione: «Il palazzo – dichiarava il futuro sindaco – si trova in uno stato di abbandono sconsolante. Il patrimonio culturale si arricchirà di un immobile di pregio, lo ristruttureremo e gli spazi recuperati saranno destinati ad attività culturali per i giovani».
L’idea dell’acquisto non era una proprio boutade elettorale. Il sindaco la ripropose infatti nel 2017, nel documento di programmazione 2020-2022. «Ovviamente – evidenzia il Pd – nulla si è concretizzato». «All’oggi il Marraccini è ancora un immobile degradato e abbandonato, nella stessa identica condizione di cinque anni fa, anzi peggio».
La giunta Vivarelli, insomma, non lo ha sottratto al degrado, come dichiarava nel proprio programma. Al contrario il Marraccini continua a “brillare” in un centro storico terra di nessuno. «Di spazi culturali e di giovani, invece, non c’è traccia – prosegue il Pd – e il Marraccini resta l’ennesimo contenitore di idee vaghe e non realizzate, proprio come il vicino Cassero».
Già, il Cassero. Per il Pd è il gancio perfetto con l’ex Cinema.
«La gestione della nostra fortezza, storico monumento della città, fu assegnata nel 2019. Finalmente sembrava attuato un punto del programma della destra. Qualche evento, effettivamente – continua il Pd – fu organizzato e alcuni lavori interni eseguiti dall’aggiudicatario, ma l’Amministrazione comunale non ha mai perfezionato l’assegnazione, evitando di sottoscrivere il contratto. È un ripensamento che ha portato la vicenda in tribunale, mettendo a nudo tutta l’incapacità e i fallimenti dell’amministrazione».
In conclusione, per il Pd, «Marraccini e Cassero sono l’esempio plastico, tangibile, visibile, dell’inettitudine di chi governa il Comune, dell’incapacità oggettiva di affrontare e progettare gli aspetti salienti di una comunità».
Ecco la replica della giunta Vivarelli Colonna: «Abbiamo deciso – commenta il vicesindaco Luca Agresti – che non è il caso di rispondere a queste superficiali disamine su ciò che, a loro dire, non avremmo fatto. L’operazione verità, a mio avviso, presuppone che si dica la verità fino in fondo, per esempio che il Marraccini è un edificio privato e che a fronte di una nostra offerta (una proposta di permuta) il proprietario ha rifiutato. Poi la vicenda si è ulteriormente complicato sul piano bancario e giudiziario. Ma, ripeto – conclude il vicesindaco con delega alla cultura Agresti – il Pd questi aspetti già li conosce...». —
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