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la vita ai tempi del virus

La palestra è chiusa? Ci si allena in cortile sfidando il freddo

Giulia Sili
La palestra è chiusa? Ci si allena in cortile sfidando il freddo

Follonica. Sara, mamma fra tre mesi, tiene viva così l’Atlantide «Ci eravamo attrezzati, eppure non possiamo lavorare» 

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FOLLONICA. Lezioni in videochiamata, collegandosi da casa con il personal trainer per continuare ad allenarsi, oppure corsi all’aperto, nonostante il freddo, che si svolgono in piccoli gruppi ben distanziati.

La palestra Atlantide di Follonica ha inventato di tutto pur di mantenere in vita il suo servizio e dallo scorso novembre una quarantina di persone ha deciso di allenarsi fuori, nel cortile della palestra, pur di fare attività fisica. Dopo il primo lockdown che aveva portato a tre mesi di chiusura, le palestre avevano riaperto lo scorso 25 maggio. A ottobre è poi arrivata la seconda chiusura: le misure di sicurezza richieste, e alle quali molte delle attività si erano adeguate, non sono bastate a evitare un nuovo stop. Sara Del Prete, 34 anni, è al sesto mese di gravidanza e felicissima continua ad allenare i suoi gruppi, prestandosi per le lezioni della mattina e del pomeriggio. Ovviamente nel cortile. «Abbiamo lavorato e speso per garantire l’igienizzazione e il distanziamento all’interno delle palestre – dice Sara – ma nonostante questo abbiamo dovuto chiudere. Io e il mio compagno viviamo grazie a questa palestra, ci hanno tolto la possibilità di lavorare. Non vogliamo negare l’esistenza del virus, anzi, siamo convinti che sia un problema molto serio, ma vorremmo avere la giusta considerazione che fino ad oggi non abbiamo avuto».

Ma se allenarsi all’interno della palestra non è possibile, l’attività all’aria aperta è consentita e così in tanti hanno deciso di seguire i corsi di Sara. Il corso non ha un costo specifico: funziona tramite contributo a offerta libera. «Non potendo garantire una presenza costante – dice Sara – non possiamo chiedere una quota di iscrizione, inoltre essendo incinta non sono certa di poter avere la costanza che ho adesso e così abbiamo optato per questa soluzione. Ci troviamo se il tempo lo permette e andrà avanti così finché sarà possibile».

Paola Del Naia è una commessa follonichese che dell’allenamento ne ha fatto una questione di salute: «Sto uscendo da una periodo particolarmente brutto – dice – ho subito un’operazione e delle terapie molto forti e per me allenarmi è diventato fondamentale, per fortuna posso partecipare a questi corsi all’aperto. A casa – dice – non è assolutamente la stessa cosa». «L’esperienza di Paola – dice Cristina De Luca, receptionist follonichese appassionata di attività fisica – dimostra quanto sia positiva la palestra per alcune persone. Abbiamo sempre rispettato le regole ma purtroppo non abbiamo potuto continuare con l’attività che svolgevamo in passato».

Anche Cristina Bulleri, proprietaria di uno stabilimento balneare e frequentatrice del corso all’aperto, ne fa una questione di salute: «Sono arrivata qui perché avevo bisogno di fare qualcosa per me stessa, la famosa mens sana in corpore sano – dice – e adesso spero di poter continuare». «Anche la nostra attività può essere assimilata a quella di un presidio medico – dice Sara – le persone vengono qui per questioni di salute fisica o come anti stress. Dire che ci si può allenare a casa è assurdo, qui ci siamo allenati anche quando erano zero gradi pur di non fare la vide-olezione su Zoom».

I corsi di fitness all’aperto potranno andare avanti fin tanto che non verrà indetta la zona rossa è la prospettiva della riapertura è slittata a maggio, quando forse potranno ripartire le attività all’interno della sala pesi. «Farci aprire in estate è come chiedere ad uno stabilimento balneare di aprire in inverno – dice Sara – non ha molto senso. Purtroppo navighiamo a vista e non sappiamo cosa aspettarci». —© RIPRODUZIONE RISERVATA
 

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