Il dolore
Cgil, Cisl e Uil ai comitati «Lavoro a rischio»
grosseto. Anche le organizzazioni sindacali Cgil, Cisl e Uil Grosseto intervengono sullo stoccaggio di gessi rossi a Pietratonda.
«I comitati ambientalisti, del no a tutto, stanno posticipando la soluzione di un problema ambientale presente a Pietratonda – dicono i segretari generali Andrea Ferretti (Cgil), Fabrizio Milani (Cisl) e Federico Capponi (Uil) – e, così facendo, stanno mettendo a rischio centinaia di posti di lavoro, in nome di pericoli per l’ambiente e la salute a nostro avviso inesistenti, viste le valutazione tecniche, prese su basi scientifiche, dagli enti che hanno competenze specifiche in materia, attribuite loro dalla legge».
Il polo chimico della piana di Scarlino dà lavoro, dicono i sindacati, in maniera diretta e indiretta a circa mille persone, producendo il 30 per cento del prodotto interno lordo dell’intera provincia e l’export dell’intero polo chimico rappresenta il 45 per cento del totale del territorio.
«Gli stipendi dei lavoratori di Venator e Nuova Solmine ammontano, complessivamente, a 25 milioni di euro annuali, che ricadono direttamente sul territorio e che derivano da contratti che garantisco, in modo ineccepibile, i lavoratori, 365 giorni all’anno. Portare avanti questioni in maniera strumentale, senza tenere conto di questo aspetto, è irresponsabile e per questo chiediamo alla politica una presa di posizione netta che tenga conto della salvaguardia dei posti di lavoro, accanto alla salvaguardia doverosa dell’ambiente. Le due aziende hanno creato in quell’anno ricchezza per gli stakeholder pari a 48 milioni di euro di cui 23,8 milioni verso i dipendenti e 3 milioni per tasse e imposte». —
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