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Balneari, stagione tra mille incognite Assunzioni solo alla fine di maggio

Francesca Gori
Balneari, stagione tra mille incognite Assunzioni solo alla fine di maggio

La pandemia ferma i matrimoni: prenotazioni annullate e nessuna certezza sull’apertura dei bagni Intanto il pontone sta ricostruendo la barriera e a Senzuno verranno installati due geotubi

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Francesca Gori

follonica. Le spiagge piene, domenica, per la primavera in mare che quest’anno è stata baciata dal sole, l’anno scorso sarebbero state guardate con gli occhi della felicità e della speranza dai titolari degli stabilimenti balneari della città. L’anno scorso, quando il coronavirus aveva già ucciso una persona in Italia, tutto quello che sarebbe successo di lì a poco, non poteva certamente essere previsto.

Oggi è diverso: la previsione più ottimistica che gli imprenditori della costa possono permettersi, è quella di aprire a fine maggio. Fino ad allora, sarà impossibile qualunque loro intervento. Davanti al Boschetto, lo stabilimento balneare di Pratoranieri, il pontone della Sales lavora per sistemare la barriera, dopo che le ultime mareggiate hanno spostato i sassi della soffolta. Il lavoro dei balneari non dipende soltanto dalla pandemia, dipende anche dalla difesa della costa. E se su questo secondo punto, i lavori su tutto il litorale vanno avanti e presto ne partiranno altri (vedi articolo in basso), su che stagione sarà, c’è ancora tanta confusione. «Siamo in un buco nero - dice Alessandro Gandi, presidente dell’associazione balneari di Follonica - L’anno scorso in questo periodo ci stavamo già organizzando ma credo che fino a fine maggio non si possa pensare di aprire. L’anno scorso avevamo già assunto gli stagionali, quest’anno fino a che non potremo aprire, non rifaremo i contratti».

L’associazione dei balneari, a Follonica, conta 36 associati. E la pandemia ha segnato il destino di ciascuno di loro. Il 4 aprile è Pasqua, ma sarà impossibile vedere i tavoli apparecchiati nei ristoranti degli stabilimenti. «E anche i matrimoni, che spesso venivano festeggiati nelle nostre strutture - aggiunge Gandi - sono stati annullati. Noi avevamo una quindicina di richiesta tra aprile, maggio e settembre. Ne sono rimaste, al momento, soltanto tre».

Per ora quindi, le assunzioni sono ferme e il personale verrà richiamato non prima della fine di maggio. «Ci arrangiamo facendo dei lavori di ristrutturazione - fa eco Claudio Pierini, titolare del bagno Roma, anche lui nel consiglio dell’associazione balneari - sperando che anche quest’anno si riesca a salvare la stagione, anche se ormai è chiaro che partiremo in ritardo». Intanto però, Covid a parte, l’amministrazione comunale insieme alla Regione sta intervenendo per risolvere un altro problema che da sempre crea difficoltà ai titolari degli stabilimenti ma anche a chi frequenta la spiaggia libera, l’erosione. «Finalmente si è capito che la manutenzione delle strutture che sono state realizzate a Follonica lungo la costa - dice Pierini - è decisiva affinché le soffolte svolgano il loro lavoro che ha dimostrato di funzionare, di non essere stata un fallimento».

Senza le barriere, il mare si mangia la spiaggia, come succede nella zona nord del fosso Cervia fino al Girasole. In molte zone, senza le barriere, il mare sarebbe arrivato fino alla duna.

Una volta finiti i lavori della Regione, l’associazione dei balneari chiederà che quelle infrastrutture poste in mare siano affidate ai balneari, proprio per fare la giusta manutenzione. «Il ripascimento è il nostro futuro - dicono ancora i balneari - perché senza sabbia non possiamo fare impresa. Ora diventa di fondamentale importanza anche il ragionamento unitario che si sta facendo nel golfo: servono infatti politiche comuni, per il tratto di costa che va da Punta Ala fino a Piombino». Qualcosa, in questo senso, è già successo: la dicotomia tra le due province, quella di Livorno e quella di Grosseto, è stata superata dal fatto che anche la gestione dei lavori che riguardano la città dell’acciaio sono stati affidati al genio civile della Toscana sud.

Il problema dell’erosione della costa c’è ed è reale. A Follonica, la mancanza di sabbia si presenta a macchia di leopardo, da nord a sud della città. Ma gli interventi vanno avanti e grazie alla realizzazione delle soffolte, qualche passo in avanti è stato fatto. Davanti al Boschetto, il pontone è al lavoro per ricostruire gli isolotti che servono a identificare i varchi distrutti dalle mareggiate e la diga foranea. Lavori di manutenzione, che gli imprenditori della costa chiedevano da tempo e che finalmente sono stati calendarizzati. Gli sguardi di Gandi e di Pierini si perdono verso il mare, nel tentatvo di scrutare un futuro che sembra difficile da interpretare. Sarà necessario aspettare le disposizioni del governo Draghi. «Ci facciamo poche illusioni - dicono ancora i titolari degli stabilimenti - perché se l’anno scorso non avevamo alcuna certezza, quest’anno a vedere cos’è successo con la chiusura dei ristoranti e con il divieto di aprire gli impianti sciistici, non possiamo pensare che per il nostro settore le cose sia diverse». —

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di Redazione web