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Rosa, i suoi 106 anni e una vita passata tra due guerre

M.N.
Rosa, i suoi 106 anni e una vita passata tra due guerre

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FOLLONICA. Una storia che è quasi un romanzo quella di Rosa Scarpellini, nata a Fanano nel Modenese il 15 febbraio del 1915 e che nei giorni scorsi ha compiuto 106 anni. Un traguardo raggiunto con fatica e dopo molte vicissitudini personali e familiari: Rosa, che ha passato due guerre mondiali e due epidemie, ancora oggi è vispa e sveglia e ha già in mente il prossimo obiettivo, vaccinarsi contro il Covid-19.

Rosa nasce poco prima dello scoppio della Prima guerra mondiale; la sua è una famiglia povera, lei è ottava di dodici figli. La guerra costringe la famiglia Scarpellini a trasferirsi in Garfagnana, in una modesta casa dove riescono a superare la pandemia di Spagnola. Diventano allevatori di capre e pecore che i figli accudiscono a turno, a scuola si va quando piove e gli animali rimangono nella stalla: è una vita grama, difficile, piena di sacrifici, ma la sera intorno al fuoco c’è sempre qualcosa da mangiare e quello basta per essere felici. Il padre è Giuseppe, uomo tuttofare: falegname, veterinario, ostetrico, lattoniere, è una figura di riferimento della comunità chiamato da chiunque ne abbia bisogno. Fa anche il traghettatore: porta da una sponda all’altra del Serchio chi ne ha bisogno. E proprio in quel fiume perde la vita prematuramente, colto da un’onda di piena che lo travolge.

Le difficoltà aumentano e Rosa comincia a prendersi cura dei fratelli più piccoli: Pietro, ancora vivo a 97 anni, e Dante, che se n’è andato poco tempo fa a 91 anni. La vita continua e pochi anni dopo anche la madre muore, con i figli più grandi che trovano varie sistemazioni e Rosa che diventa sempre di più un riferimento per i fratelli minori. Alla fine anche i due ragazzi devono lasciare il paese e si trasferiscono in Belgio, la donna inizia il suo impiego in una fabbrica di munizioni della zona: siamo nel 1934 e Rosa conosce Libero, suo futuro marito.

Si sposano e si trasferiscono a Follonica dove Libero lavora presso la Montecatini e per la coppia può finalmente iniziare una nuova vita. Anche a Follonica però i primi anni non sono semplici, la vita è dignitosa e nascono due figlie nel 1939 e nel 1940 ma la Seconda guerra mondiale è alle porte; Rosa rimane da sola con le bambine mentre Libero è al fronte, altri anni bui che durano fino al 1946 quando anche il secondo conflitto mondiale finisce. Per Rosa inizia finalmente un periodo più sereno, le figlie crescono, la vita scorre, arrivano i nipoti anche se la convivenza con il dolore è continua con la perdita del marito e di una delle due figlie. La pronipote, 17 anni, adesso vede nonna Rosa che sta bene e vive serena, ogni tanto ascolta i suoi racconti. «È triste non poterla vedere – spiega Marcello Giomi, compagno della figlia – è triste non andare a trovarla. Questo Covid ci toglie le cose più belle, l’affetto che possiamo dare ai nostri cari. È un peccato non aver potuto festeggiare alla grande i suoi 106 anni ma siamo certi che riusciremo a fare una festa doppia per i suoi 107. Auguri Rosa, da tua figlia, i tuoi nipoti e la tua pronipote». — M.N.

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