Il Tirreno

Grosseto

castiglione della pescaia 

Fondale troppo basso Iavarone tira le orecchie all’amministrazione

Enrico Giovannelli

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CASTIGLIONE DELLA PESCAIA. «Il fondo del porto canale è troppo basso e il rischio per le imbarcazioni troppo alto per poter navigare in sicurezza, senza rischiare l’insabbiamento». A sostenerlo è il Movimento civico per Castiglione a firma del coordinatore Aldo Iavarone, che cita l’ordinanza dell’ufficio Circondariale marittimo di Porto Santo Stefano la numero 3/2021 in cui si legge: «A seguito dei rilievi batimetrici nello specchio acqueo compreso tra Ponte Giorgini e la Darsena, l’area presenta una profondità massima di 120 centimetri circa, con riduzioni di profondità in seguito all’insabbiamento del canale fino a 90 centimetri».

Iavarone insiste sulla pericolosità per chi deve transitare con la propria imbarcazione, specialmente i proprietari dei pescherecci che avevano già rilevato tale criticità e, con una nota inviata al sindaco lo scorso 9 gennaio sollecitavano l’amministrazione comunale a farsi carico di un problema molto serio, che non riguarda solo l’area individuata nell’ordinanza. L’insabbiamento del porto canale coinvolge a cascata numerose realtà connesse al diporto nautico, specie in vista dell’imminente stagione estiva e la conseguente messa in mare delle imbarcazioni, ad oggi ricoverate nei capannoni. «Nei giorni scorsi era arrivato in porto il rimorchiatore tanto atteso – ricorda Iavarone – con tanto di draga al traino e i nostri pescatori erano felici e ammirati dall’intervento tempestivo dell’amministrazione comunale. Ma si sa che spesso le cose non sono come sembrano e infatti, 24 ore dopo, il rimorchiatore ha preso il largo verso nuovi lidi, nuovi porti, nuovi interventi. Il porto di Castiglione era solo uno scalo tecnico, una tappa forzata dovuta alle pessime condizioni meteorologiche, non l’obiettivo prescelto». Una vera delusione. «La draga per noi rimane “un sogno mai realizzato” – dice – e l’amministrazione anziché affrontare seriamente e rapidamente un problema oggettivamente grave, si è divertita ad anticipare un bel pesce d’aprile, molto ben riuscito. Ma non tutto è perduto: purtroppo la bandiera rossa continuerà a sventolare in capo al molo e, in vista della prossima campagna elettorale potrebbe persino fare la differenza e servire da monito ai futuri amministratori perché non dimentichino le cose importanti. Quelle da legarsi al dito perché si ricordino di affrontare urgenze, per non ricadere negli errori di sempre. A questo punto ci chiediamo – conclude la nota – cosa sta facendo l’amministrazione al riguardo per tutelare le varie attività presenti nel porto?». —

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