Gioco
Centri estetici aperti in zona rossa «Abbiamo vinto noi non Confartigianato»
Confestetica interviene sulla sentenza del Tar E precisa chi ha presentato il ricorso al giudice
le battaglie
Il 16 febbraio il Tribunale amministrativo del Lazio ha dichiarato nullo il decreto del presidente del consiglio dei ministri del 3 novembre laddove stabiliva che i centri estetici devono restare chiusi qualora scatti la zona rossa per contagio da coronavirus. Potranno invece restare aperti.
«Il ricorso è stato promosso da Confestetica alla quale deve essere riconosciuta la paternità di questa battaglia a favore della categoria», dice la presidente regionale di Confestetica Donatella Armellini.
Ed ecco perché Armellini sente di dover precisare chi sia l’artefice di questa battaglia vinta: «Non potevo credere ai miei occhi – dice – quando ho letto che Confartigianato si è assunta meriti non suoi». «Il segretario di Confartigianato Grosseto Mauro Ciani – continua Armellini – ha detto che il ricorso era stato sostenuto da Confartigianato, che aveva impugnato il Dpcm, ma non è affatto così». «Tra l’altro – continua Armellini – Confartigianato non avrebbe nemmeno potuto promuovere un giudizio di tal genere nell’interesse della categoria, in quanto non ha alcuna legittimazione a rappresentare le estetiste, come confermato dalla consolidata giurisprudenza: si veda la sentenza del Tar del Lazio n. 00191/2018».
Intanto oggi a Roma scenderanno in piazza – a Montecitorio – per chiedere tutele al governo Draghi non solo baristi e ristoratori ma anche le guide turistiche.
Gruppo Autonomo Guide e Accompagnatori Turistici hanno appena annunciato infatti la ripresa della mobilitazione «per sensibilizzare sia l’opinione pubblica, sia le istituzioni» e hanno così deciso di aderire alla manifestazione nazionale indetta e organizzata da Tutela Nazionale Imprese per le 15 di oggi in piazza Montecitorio: «con presidio a oltranza». –
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