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Grosseto

raccolto l’appello degli imprenditori agricoli  

Ulmi: «Coltivazioni a rischio, le reti sono state rotte»

A.C.
Ulmi: «Coltivazioni a rischio, le reti sono state rotte»

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firenze. La palla passa in Regione. Il consigliere della Lega Andrea Ulmi ha raccolto l’appello di alcuni imprenditori agricoli del Giglio e ha presentato un’interrogazione alla giunta regionale, in cui chiede come si stia sviluppando il progetto “Life” e che azioni intenda assumere la Regione per eventualmente affiancare lo stesso progetto e per eliminare la presenza dei mufloni sull’isola del Giglio.

«Questi animali mettono a rischio le coltivazioni – dice il consigliere regionale – Ho raccolto l’appello di diversi imprenditori agricoli locali e ho presentato un’interrogazione in Regione per capire come si intenda dare piena attuazione al progetto europeo. Il Parco dell’Arcipelago ha dato vita ad abbattimenti selettivi, ma occorre fare di più per arrivare a riportare il Giglio a una situazione di normalità. L’inserimento da parte del Ministero dell’Agricoltura dell’isola tra le zone disagiate permetterà agli stessi di poter dare nuovo impulso alle loro attività grazie alle nuove opportunità, anche in termini di finanziamento, che questo status comporta. Per questo è necessario eliminare, come previsto dal progetto continentale e come richiesto dagli agricoltori locali, il muflone che rappresenta una criticità per questo tipo di attività che, nel passato, si era trovato già a fare i conti con quella rappresentata dai conigli selvatici».

La Regione anche in passato ha prestato attenzione al tema degli ungulati, tanto da deliberare norme sulla caccia selettiva dei cinghiali, dei daini e dei caprioli, portando avanti iniziative distinte da quella europea ma comunque incentrate sul contenimento della loro popolazione su tutto il territorio. La Corte costituzionale, con la sentenza 21 del 17 febbraio, ha confermato la posizione della Regione sul contenimento degli ungulati, rigettando il ricorso di Wwf, Enpa, Lav e Lac, dichiarando non fondate le questioni di legittimità costituzionale avanzate. «Corretti, secondo i giudici costituzionali – si legge in una nota – gli atti adottati della Regione che, per il controllo della fauna selvatica, individuano le guardie venatorie volontarie, le guardie giurate private e i volontari appartenenti al mondo venatorio formati e sotto il coordinamento della polizia provinciale e metropolitana». Questa sentenza rappresenta una conferma degli indirizzi approvati dalla Regione. «Si scongiura così il blocco delle attività di controllo della fauna selvatica – commenta l’assessora alla caccia, Stefania Saccardi – che, causa le limitazioni collegate al Covid, ha visto un preoccupante aumento di ungulati nel 2020 che mettono a rischio le attività agricole». — A.C.

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