Il Tirreno

Grosseto

la denuncia 

Degrado e abbandono Il castello del Belagaio aspetta da decenni di tornare a splendere

Gabriele Baldanzi
Degrado e abbandono Il castello del Belagaio aspetta da decenni di tornare a splendere

Ad accendere i riflettori sul complesso, lo speleologo Tronconi Si teme che lo Stato possa vendere l’area a un privato 

3 MINUTI DI LETTURA





Gabriele Baldanzi

ROCCASTRADA. Ogni dieci anni intorno alle proprietà statali del Belagaio si riapre il dibattito su gestione e futuro.

Un film già visto, con polemiche e battaglie che risalgono addirittura alla fine degli anni Ottanta. Adesso, grazie anche ai social, si è riaccesa l’attenzione intorno al castello e ai beni che lo circondano, rimasti sempre nella disponibilità dello Stato (Ministeri, Forestali, etc), mai definitivamente transitati alla Regione Toscana, né in convenzione al Comune di Roccastrada.

Roberto Tronconi, roccastradino, speleologo e documentarista, ha lanciato il sasso nello stagno. «Sono stato al Belagaio, per girare alcune scene in esterno da utilizzare a supporto di un documentario e ho avuto conferma che la situazione in cui versa il castello, almeno per la parte esterna da me visitata, non è assolutamente edificante, anzi...». Tronconi ricorda «l’oneroso e mirabile restauro compiuto al Belagaio, un vanto da esibire per passerelle di politici e convegni vari». Adesso, però la zona, risulta sempre più abbandonata. «Per esempio – prosegue Tronconi – il bellissimo parco di lecci secolari, orgoglio e vanto dei proprietari di un tempo, situato sul retro del castello, privo di manutenzione boschiva, tanto che i pendii sono lasciati a stessi in balia del dilavamento esercitato dalle precipitazioni atmosferiche». Seguono altri esempi: «il muro del recinto dove un tempo pascolavano i daini sta letteralmente crollando, mentre le dependance evidenziano danni alle coperture».

Insomma, incuria ed eventi atmosferici stanno minando un patrimonio importante. Il Comune di Roccastrada può fare poco, laddove fabbricati e terreni non sono di sua proprietà. Idem la Regione, che pure di recente ha investito nel centro visite della riserva di Casa Nuova, la cui gestione però non è ancora regolamentata e definita tra Firenze, carabinieri forestali e Comune. E allora, in un clima nazionale di dismissioni, viene da farsi delle domande: basterà al castello e alla tenuta del Belagaio essere sede del centro di allevamento e popolamento animale? Basterà questo a scongiurarne la vendita da parte dello Stato? Sono le domande che si pongono in tanti, tra gli abitanti di Torniella e Roccastrada.

Lo stallo attuale, che ha fermato l’iter delle auspicate convenzioni, accresce il timore che questo patrimonio possa finire nel listino delle alienazioni. La tenuta è da decenni inutilizzata fatto salvo l’allevamento di cavalli destinati all’approvvigionamento delle forze armate: esercito, polizia, carabinieri forestali. E c’è chi ormai da tempo ventila, anzi teme, la possibilità che la struttura (con i cento ettari che la circondano) possa essere venduta per ripianare il debito pubblico. Con il rischio che chi compra (cinese, russo o italiano) decida poi di chiudere tutto senza creare occupazione. Nel complesso l’area del Belagaio comprende circa 2-500 ettari di boschi demaniali con circa 5 mila mq di immobili, di cui 2 mila di proprietà della Regione Toscana e 3 mila dello Stato. La parte regionale attualmente viene in parte fruita da cooperative sociali mentre Roma – prima attraverso il Corpo forestale dello Stato, poi con i carabinieri – finanzia un allevamento equino.

Da sempre, dopo la cessione del castello alle istituzioni da parte degli eredi Grottanelli, la popolazione chiede investimenti e occupazione senza grande successo. Eppure chi vive a Roccastrada e a Torniella è molto legato al castello e l’ha dimostrato in questi 50 anni di statalizzazione occupandolo con iniziative, mostre, spettacoli, concerti, spesso forzando le resistenze di chi era preposto alla custodia e alla gestione del Belagaio, magari con la recondita speranza che il castello fosse dimenticato. Per disfarsene meglio e prima. —

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa