Il Tirreno

Grosseto

contro la chiusura delle palestre 

Scienze motorie, gli istruttori manifestano in piazza Dante

Andrea Capitani

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grosseto. Uniti contro la chiusura delle palestre, i professionisti dell’attività motoria scendono in piazza.

Lo faranno domani alle 11 in tutti i capoluoghi di provincia italiani: a Grosseto si terrà in piazza Dante, dove una ventina di studenti e professionisti delle scienze motorie e diplomati Isef, muniti di mascherina e rispettando il distanziamento di due metri, protesteranno in merito al decreto del presidente del consiglio dei ministri del 14 gennaio 2021 e sulla chiusura delle palestre, cosa che ha costretto al fermo completo molti istruttori e proprietari di attività ginniche e molti insegnanti alla didattica a distanza. Si tratta di un settore in crisi sin dal primo momento di lockdown e che, adesso, ha deciso di manifestare per chiedere dei ristori necessari per tutti i lavoratori con partita Iva, ma anche per inserire nell’immediato la figura del ministro dello sport con competenza ed esperienza necessaria per un serio sviluppo del sistema movimento e sport del Paese. «Il decreto lede il diritto di lavoro degli oltre 80mila professionisti di questo settore e il diritto alla salute dei cittadini – spiega il portavoce di Grosseto del comitato Italiano scienze motorie, Filippo Landini, che è anche istruttore di yoga – Ad oggi la formazione del nuovo governo a guida Mario Draghi non prevede al suo interno la figura del ministro dello sport competente, che non può in assoluto essere opzionale, ma inserita “di default” in formazione di governo, mettendo a repentaglio un’incompleta riforma del movimento e dello sport in fase di ultima revisione e approvazione. Inoltre chiediamo anche che sia permesso ai centri con personale laureato in scienze motorie, ai diplomati Isef e ai professionisti di continuare a svolgere interventi di prevenzione primaria, secondaria e terziaria, attraverso la somministrazione di esercizio fisico, di attività motorie adattate a soggetti in recupero motorio post-riabilitativo, con vizi posturali e con patologie croniche stabilizzate o disabilita psico-fisica, che beneficiano dell’esercizio fisico come di una vera e propria medicina».

Tra le richieste c’è anche quella di apportare le necessarie modifiche interpretative al Dpcm del 24 ottobre 2020, permettendo la continuazione dell’attività specialistica a salvaguardia dei tantissimi posti di lavoro in questo settore. «Chiediamo un pronto ristoro per i professionisti costretti alla chiusura – spiega ancora Landini – prevedendo tutti i codici Ateco, e che si dia un riconoscimento professionale dei professionisti laureati in scienze motorie e diplomati Isef, anche in ambito sanitario, e l’inserimento del docente di educazione fisica di ruolo alla scuola primaria. Oltre ai ristori per la categoria, chiediamo anche la calendarizzazione e l’approvazione del disegno di legge 992 sulla “delega al Governo in materia di insegnamento curricolare dell’educazione motoria nella scuola primaria. E, infine, l’ultima revisione e approvazione della legge di riforma dello sport, redatta ai sensi della Legge delega 8 agosto 2019 n. 86». —

Andrea Capitani

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