Sicurezza
Potere al popolo in piazza per vaccini “nazionalizzati”
grosseto. Domani alle 15,30 il partito Potere al popolo Grosseto invita cittadini, forze politiche, associazioni, sindacati e forze sociali a una mobilitazione in via Edmondo de Amicis, davanti al distretto dell’Asl dove si stanno facendo le vaccinazioni contro il Covid. Al momento hanno dato adesione il Partito Comunista Italiano di Grosseto e il Forum cittadini del mondo.
Proprio le politiche di vaccinazione e la sanità in generale sono l’oggetto della manifestazione di Potere al popolo.
«Niente come una pandemia – dice Pap – dimostra se un sistema economico e politico funziona oppure è completamente sbagliato. Niente come una pandemia dimostra quali interessi stanno nel cuore di quel sistema, se quelli di pochi potenti oppure dell'intera popolazione. Qui nell’Occidente neoliberista si era puntato tutto sul “convivere con il virus” per consentire alle imprese private di continuare a guadagnare. Sempre, con qualsiasi livello di contagi, con qualsiasi numero di morti. Qui tutte le speranze di fermare la pandemia erano state affidate ai vaccini, mai come questa volta cercati e trovati in tempi rapidi, con colossali investimenti soprattutto pubblici (soltanto Moderna ha ricevuto più di 4 miliardi di dollari addirittura dall’amministrazione Trump). Ma proprio l’essersi affidati a delle multinazionali private ha fatto saltare tutti i piani vaccinali».
In sostanza, «se l’umanità vuole sopravvivere, superare questa e altre pandemie che vengono già previste, deve essere in grado di trovare e fabbricare vaccini, e tutti gli altri medicinali, secondo un piano e dimensioni sufficienti a curare tutti», dice Potere al popolo. Da qui l’appello a scendere in piazza.
In dettaglio Potere al popolo propone: violare i brevetti internazionali e produrre in Italia i vaccini con formule già note; opzionare con contratto i vaccini in via di realizzazione a Cuba; nazionalizzare immediatamente il vaccino “italiano” di ReiThera; offrire collaborazione per la produzione e distribuzione con i Paesi più poveri; rafforzare al massimo la sanità pubblica. —
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