Quelle “intelligenze celesti” che hanno assistito mio padre
«Pochi lunghissimi mesi» al reparto di pneumologia del Misericordia La famiglia Felicioni ringrazia «un sistema efficientissimo e umano»
il messaggio
Un anno fa, il 17 febbraio 2020 ci lasciava mio padre Mario Felicioni.
Nel dolore della perdita, in un anno duramente trascorso tra il dramma del Covid e i disagi della quotidianità di questa società moderna così in crisi dove tutto è diventato complicato e dove sembra non interessare di nessuno a nessuno, abbiamo desiderato di inviare il nostro desiderio di ringraziamento.
Sempre più è divenuta abitudine comune e quotidiana dare tutto per scontato e dovuto, ma per noi non lo è mai stato e mai lo sarà. Abbiamo atteso volutamente il giorno della ricorrenza, affinché si potesse dilatare quel tempo che lega il momento e la drammaticità dell’avvenuta morte al sentimento di gratitudine che portiamo dentro le nostre menti e nei nostri cuori già da prima della triste dipartita.
Non abbiamo voluto dire pubblicamente il nostro grazie in quel frangente, perché non potesse essere confusa la gratitudine con una possibile legittima emotività del momento. Ovviamente la nostra emotività rimane viva anche oggi.
Nella tristezza, nel dolore, nello sconforto di quei pochi ma lunghissimi mesi a cavallo tra il dicembre 2019 e il febbraio 2020, trascorsi nel reparto ospedaliero di Pneumologia diretto dal dottor Antonio Perrella, abbiamo conosciuto delle “intelligenze celesti” e potuto beneficiare di un sistema efficientissimo ed umano nel profondo, caratteristiche queste basilari per una buona sanità e che desidereremo, visto che esistono, venissero riflettute ed assaporate da tutti in quanto preziosissime quando si ha a che fare con i luoghi della malattia, della sofferenza, del dolore, lontani dai propri affetti, dalle proprie comodità, dalla propria casa. Anche un solo punto di colore, un fiore, un sorriso, quando siamo costretti a vivere tra il grigio ed il nero che la vita ci riserva, per chiunque diventano rare gemme.
Noi, come molti altri “ospiti”, ne siamo sicuri, siamo stati benedetti dall’aver potuto vivere ogni giorno circondati da un mare di preziose gemme.
Preziosissime gemme lo sono tutto il personale medico e non medico che gestisce il reparto, che cura ai nostri sfortunati malati non solo sapientemente il loro corpo con la medicina ma anche, e soprattutto per i casi terminali in particolare, la loro anima e la loro mente con quella loro fantastica affabilità che infonde fortezza, quiete. Tutto è armonico e pacato, tutto è presente e dignitoso, efficiente e a loro/tua disposizione a qualsiasi ora della giornata, per qualsiasi necessità che sia ordinaria o urgente. Tutto è pulito, ordinato, solare, tutto è controllato e tutto è rivolto a loro, i gesti sono carezze, gli sguardi sono sorrisi, così come nei momenti peggiori i loro tocchi sono strette di vicinanza, rassicurazione ed accompagnamento.
Noi lo abbiamo ritenuto un grande dono oltre che una importante conferma a sostegno delle importanti efficienze del nostro sistema sanitario e, proprio per questo, desideriamo urlare unitamente anche per mio padre che avrebbe, come di sua consuetudine, desiderato esprimerlo loro direttamente guardandoli negli occhi, il nostro sentito grazie per tutto ciò che quotidianamente in rigoroso silenzio fate per tutti, il nostro “Vi vogliamo bene, siamo al vostro fianco”.
Famiglia
Massimo Felicioni
e Maria Luisa Pieroni
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