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Lo scrittore Manfredi migliora Esce dal coma, presto in corsia

Lina Senserini
Lo scrittore Manfredi migliora Esce dal coma, presto in corsia

Ricoverato in rianimazione da giovedì, è stato sottoposto a cura iperbarica Questo trattamento, parte della terapia intensiva, è un’eccellenza dal 1995 

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Lina Senserini

Grosseto. Continuano a migliorare le condizioni di Valerio Massimo Manfredi, che già nei prossimi giorni potrebbe lasciare la terapia intensiva dell’ospedale di Grosseto, dove si trova ricoverato da giovedì per intossicazione da monossido di carbonio.

La famiglia aveva chiesto il massimo riserbo sulle condizioni del celebre scrittore, tanto che la Asl, dopo il primo bollettino la sera dell’arrivo al Misericordia, aveva sospeso ogni informazione.

Ma è difficile impedire che circolino notizie quando una personalità è così conosciuta e amata come Manfredi, tanto che ieri anche le agenzie di stampa hanno battuto la notizia e la stampa nazionale riportava con sollievo che era uscito dal coma farmacologico. In miglioramento anche le condizioni della scrittrice Antonella Prenner, professoressa di Letteratura latina all’Università Federico II di Napoli, che si trovava con lui e che è rimasta gravemente intossicata.

Manfredi era stato portato in elicottero da Roma per essere sottoposto a terapia in camera iperbarica, dato che la struttura del Misericordia è in funzione 24 ore su 24. Qui arrivano i pazienti anche da altre regioni quando non sono disponibili sedute in emergenza che riguardano casi di intossicazioni da monossido di carbonio o incidenti in immersione.

In Toscana ci sono tre camere iperbariche: a Grosseto, all’Isola d’Elba (da poco in funzione e che tratta anche le emergenze) e a Careggi, mentre quella di Pisa al momento è chiusa.

Ma è proprio la struttura del Misericordia, che dipende dall’unità operativa complessa di terapia intensiva, a essere una delle più attive da quando è stata messa in funzione nel 1995.

Quasi 30 anni di servizio e migliaia di pazienti, trattati in emergenza per casi di intossicazione da monossido e per incidenti in immersione, in sedute programmate per la cura di patologie dermatologiche, ortopediche, otorinolaringoiatriche e, da qualche anno, per il trattamento della fibromialgia. Prima del Covid, al Misericordia, potevano entrare in camera iperbarica fino a otto pazienti alla volta, per quattro sedute al giorno, cinque giorni alla settimana, oltre alle prestazioni per le emergenze nelle 24 ore. In periodo di pandemia, sono state ridotte a tre per un massimo di cinque pazienti, dato che i tempi – normalmente tra i 75 e i 90 minuti a seduta – si allungano per le procedure anticontagio, benché i pazienti siano sottoposti a tampone prima del trattamento. Nel 2020 i casi di intossicazione da monossido curati a Grosseto sono stati più di venti, un picco che si era verificato anche nell’anno precedente, dopo i quattro casi nell’inverno 2016-2017 e gli otto di quello 2017-2018. Nel lungo periodo di attività la camera iperbarica del Misericordia ha salvato molte vite sottoponendo a terapia moltissimi casi di intossicazione da monossido, con un importante lavoro di equipe che nei casi più gravi prosegue in rianimazione. —

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