Attenzione
Addio Erriquez, Golfo e Maremma piangono un amico e un maestro
Dai Matti delle Giuncaie a Senzuno ai musicisti Gozzi e Pocci, il cordoglio è fortissimo, Festambiente: «Lo ricorderemo»
L’ABBRACCIO
giulia sili
La piccola piazza tra il Tiburon e il Congo Bar, uno spiazzo di pochi metri quadrati nel cuore di Senzuno: era quello il luogo dove in estate era facile trovare Erriquez, voce e anima della Bandabardò, scomparso domenica scorsa in seguito a una malattia.
Follonica da alcuni anni era diventata la sua seconda casa, il luogo dove passare l’estate in compagna degli amici maremmani e dei tanti musicisti che avevano eletto quel luogo a punto di ritrovo.
Proprio a Senzuno Enrico Greppi aveva da tempo comprato una casa a pochi metri dal mare, una di quelle un tempo abitate dai pescatori. A portarlo lì era stato il forte legame stretto con i musicisti della zona e, soprattutto, l’amicizia che aveva con Michele Cocola, titolare del ristorante il Tiburon. Un quartiere, Senzuno, nel quale Erriquez si riconosceva e dove si rifugiava ogni volta che ne aveva l’occasione.
Andrea Gozzi, musicista e scrittore follonichese, con Erriquez ha condiviso tanti momenti, sia di lavoro che di amicizia a partire dai primi concerti fatti insieme ai Matti delle Giuncaie. «Enrico era un saggio con gli occhi di un bimbo – dice Gozzi – si innamorava di tutto, proprio come cantava De André. Un mese fa mi ha telefonato, è stata l’ultima volta che ci siamo sentiti, lì ho capito che sarebbe andata male. In quella chiamata mi ha spiegato perché dovevo essere felice e mi ha fatto una serie di complimenti. Lui era così, parlava sempre con gli altri di cosa gli piaceva veramente, le invidie non lo toccavano. Enrico è stato un baluardo, uno dei simboli degli anni Novanta, anni in cui musica, letteratura e movimenti sociali era uniti da un filo rosso molto evidente. Non vorrebbe che si dicesse che era un simbolo ma, di fatto, lo era».
Proprio in quell’ultima chiamata con Andrea Gozzi, Erriquez ha avuto la forza di sdrammatizzare la gravità della sua condizione: «Stavamo parlando dei miei libri e ad un certo punto mi ha detto che sarebbe stato divertente se avessi scritto anche un libro dal titolo The life and the death (la vita e la morte) di Erriquez, e, ha aggiunto ridendo: “Su the death mi ci sto impegnando anche parecchio”. Sapeva cosa sarebbe successo ma era sereno».
Lapo Marliani, musicista dei Matti delle Giuncaie, ricorda con molto affetto Erriquez, compagno di tanti concerti: «Ci siamo conosciuti per lavoro e poi è nata una bella amicizia – dice Marliani – i Matti delle Giuncaie gli piacquero da subito ma ci disse anche che mancavano un po’ le parole nella nostra musica e allora nacque la collaborazione con “Il bagno nella canapa”, la canzone che abbiamo registrato insieme. Da lì ne abbiamo fatte altre. Per noi era un fratello maggiore, una persona che dava molto amore, Enrico era una persona di enorme umiltà e ci ha sempre aiutato in tutto. Sono molto addolorato per la sua morte ma sono certo che Enrico ha avuto una vita piena e bella, con un grande amore per la musica».
Il primo concerto con i Matti delle Giuncaie è stato quello del 25 aprile 2010 a Piombino e da lì l’amicizia con il gruppo di musicisti è cresciuta negli anni. «Enrico credeva molto in quello che faceva – racconta Gozzi – dava sempre il massimo, che fosse un concerto piccolo o che si trattasse di un evento grande, non aveva importanza». E a Senzuno, sulla spiaggia, non mancava mai l’occasione di suonare.
«Un pomeriggio ero insieme al musicista Antoine Villoutreix sulla spiaggia per girare un video – racconta Gozzi – passò Enrico e lo coinvolgemmo, si mise a cantare la canzone imparata in quel momento, soltanto per il gusto di divertirsi con noi. Un episodio bello che ricordo con affetto».
Anche il musicista Enrico Pocci era legatissimo al cantante scomparso domenica scorsa: «Enrico era una parte buona di me che se ne è andata per sempre – dice Pocci – ci conoscevamo da vent’anni, ho iniziato con lui. Era il mio produttore artistico e un mio grande amico. Ho perso una cosa importante». «Enrico frequentava molto Senzuno, veniva spessissimo – dice l’amico Michele Cocola – per lui era una sorta di rifugio, un angolo di paradiso. Mi mancherà tantissimo».
Un messaggio di cordoglio è poi arrivato anche da Festambiente, dove la Bandabardò detiene ancora il record di presenze alla kermesse estiva. «Non possiamo che dire grazie ad Erriquez, per tutti i momenti belli passati insieme – dicono gli organizzatori del festival – Oggi, ci sentiamo orfani. Erriquez ci mancherà molto, ma terremo sempre vivi nel nostro cuore i bei momenti passati insieme, tra buona musica e ideali di libertà, ambientalismo e pace. Quando si esibiva Erriquez non si tirava mai indietro se il pubblico chiedeva il bis. Era un poeta e un grande lottatore sul fronte dei diritti e delle vertenze politiche, impegnato in difesa dei più deboli, per la legalità e l’ambiente».
A maggio Festambiente ha realizzato insieme a Erriquez una diretta nell’ambito del format Casa Festambiente: «Eravamo tutti costretti a restare a casa per fare fronte alla pandemia ed Erriquez era stato molto felice ed orgoglioso di partecipare e ci raccontò la sua difficoltà a non avere più il contatto con il pubblico attraverso i concerti – dicono – e intonò anche alcune delle più famose canzoni del gruppo». Il festival che lo ha visto protagonista per tante serate negli anni ospiterà un tributo: proprio a Festambiente 2021 verrà ricordato il cantante «con il linguaggio, i contenuti e le armonie che ci ha trasmesso per tanti anni». —
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