Contributi per l'innovazione, Grosseto provincia cenerentola
La Regione stanzia 36 milioni di euro per ricerca e sviluppo: dal nostro territorio pochissime richieste
GROSSETO. Quella di Grosseto è buona ultima fra le dieci province toscane nella graduatoria di assegnazione dei contributi a valere sui bandi regionali 2020 per l’innovazione, che finanziano progetti di ricerca e sviluppo. Considerata la composizione del nostro tessuto produttivo, poco insediato da imprese manifatturiere, c’era da aspettarselo.
Tuttavia, questo meriterebbe una riflessione profonda sul modello di sviluppo da sostenere, dal momento che i fondamentali macroeconomici della provincia di Grosseto rispetto a Pil pro capite, produttività e valore aggiunto, ci vedono tutti all’ultimo posto in Regione.
Ai due bandi della Regione Toscana hanno partecipato 1.010 aziende, piccole, medie e grandi, che hanno presentato in forma singola o associata 292 progetti. Per più di 133 milioni di euro di contributi richiesti a fronte di oltre 341 milioni di investimenti.
La Regione Toscana ha finanziato con 36 milioni i primi 61 progetti con il punteggio più alto, per 255 aziende coinvolte. Si tratta di imprese che operano nei comparti di chimica, nanotecnologie, information technology, fotonica o in quello trasversale della cosiddetta “fabbrica intelligente”.
La provincia di Grosseto, come detto, è quella che ha ottenuto il risultato peggiore. Solo 14 aziende su 1.010 totali – dieci delle quali piccole o microimprese, altro problema – sono rientrate nella graduatoria. Vedendosi complessivamente riconosciuto un contributo di un milione 600mila euro su progetti di ricerca e sviluppo per quasi quattro milioni.
«Stiamo vivendo un periodo di grande difficoltà, è innegabile – spiega l’assessore regionale alle attività produttive, Leonardo Marras – La crisi scaturita dalla pandemia ha colpito pesante anche in Toscana. Ma non dobbiamo perdere di vista la sfida che abbiamo davanti e per favorire il riposizionamento della nostra economia dobbiamo mettere insieme i centri di ricerca e le imprese e sostenere l’innovazione. In modo da programmare quello che dovrà essere fatto nei prossimi anni».
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