Il Tirreno

Grosseto

COVID

Tremila immuni e prima iniezione per altri 1.600

Lina Senserini
Una vaccinazione contro il Covid
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Una vaccinazione contro il Covid

Sono i numeri della campagna vaccini in tutta la provincia. Si è chiuso il primo giro per scuola, militari, forze dell’ordine

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GROSSETO. Si chiude oggi (domenica 14 febbraio) la prima parte della campagna vaccinale anti Covid con il farmaco Astrazeneca, riservata al personale della scuola, ai militari e alle forze dell’ordine tra 18 e 55 anni. Aperta giovedì in tutta la Toscana, la fase tre del piano nazionale ha consentito a Grosseto la vaccinazione di 1.050 persone, tante erano le dosi consegnate alla farmacia dell’ospedale Misericordia martedì e distribuite ai centri vaccinali in tutta la provincia.

Per ora, a essere vaccinati sono stati solo insegnanti e operatori scolastici, mentre «con le prossime forniture settimanali – rassicura la Regione – si aprirà anche alle altre categorie che rientrano nella fase tre». In questo caso non è escluso che la somministrazione sia affidata ai medici interni alle strutture, direttamente sul luogo di lavoro.

Nella giornata di sabato 13 febbraio, nel frattempo, è arrivata una nuova fornitura di Moderna – 2.100 dosi per l'Asl Sudest – e di Astrazeneca, 181 scatole per un totale di 18.100 dosi in tutta la Toscana, immediatamente distribuite alle aziende sanitarie (3.900 le dosi per l'Asl Sudest).

Nel pomeriggio, quindi, sono state riaperte le prenotazioni sul portale regionale fino a esaurimento posti e già da lunedì riprende la seconda parte delle vaccinazioni. Non è stato possibile sapere quante dosi sono state mandate a Grosseto, ma sabato 13 alle 18 si erano prenotate 200 persone già per domani.

Previsto per la giornata di domenica, invece, l’arrivo di altri vaccini Pfizer-Biontech, utilizzati fin qui per gli ospiti delle residenze sanitarie (che hanno già avuto anche il richiamo), per il personale ospedaliero e delle professioni mediche, anche nelle strutture private (ancora in corso). Da martedì 16 febbraio dovrebbero essere aperte le prenotazioni per il dipendenti con mansioni amministrative, per chiudere la somministrazione della prima dose a tutti i lavoratori della sanità. A oggi le persone vaccinate in provincia di Grosseto sono 4.527, delle quali 2.911 hanno già avuto anche il richiamo.

Organizzare la vaccinazione con l’Astrazeneca è stata indubbiamente la parte più complessa, perché di fatto rappresenta l’avvio della somministrazione di massa. Tant’è che il piano è stato articolato su più sedi e a fasi successive, partendo dal distretto di Barbanella (vaccinate 400 persone da giovedì a oggi), cui si sono aggiunti gli ambulatori di Villa Pizzetti (200 vaccini venerdì e ieri) a Grosseto, e la Fonderia uno all’ex Ilva di Follonica (100 vaccini sabato e altrettanti prenotati per domenica, ma organizzata per arrivare a 400 al giorno).

Domenica, le vaccinazioni sono state fatte anche alla discoteca Kronos di Castel del Piano (50 prenotazioni, potenzialmente utilizzabile per 400 vaccini al giorno), al cinema multisala Aurelia Antica, a Grosseto (100 prenotazioni), il centro maxi da dieci postazioni e 800 vaccini al giorno, e al ristorante Attimi di Albinia (100 prenotazioni, attrezzata per arrivare a 400 vaccini al giorno).

Con questa organizzazione, dunque, la Asl potrebbe vaccinare 2mila persone al giorno, considerando che è in programma di utilizzare anche il centro fiere del Madonnino. Il problema è che non ci sono abbastanza vaccini, né sono arrivati i vaccinatori che dovrebbe mettere a disposizione la protezione civile. Stessa cosa per la campagna per gli ultraottantenni. Qui i vaccinatori ci sono, i medici di base sono pronti ma fermi perché non c’è certezza sulla distribuzione del farmaco Pfizer o Moderna. La buona notizia è che a marzo dovrebbero arrivare in Italia 6milioni di dosi di Astrazeneca, limitato è vero alla fascia di età 18-55, ma che darebbe un impulso alla fase tre. La speranza, dunque, è tutta riposta nella rapida approvazione degli altri vaccini, ancora in fase di studio, come quello di Johnson & Johnson o il russo Sputnik. Un po’come è successo con le mascherine chirurgiche a marzo: introvabili e costose, ma oggi disponibili ovunque a prezzi contenuti. –

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