Attenzione
Windtre non sposterà l’antenna, il sindaco fa controllare la pratica
Società irremovibile, ma il fronte del no chiede comunque la verifica di documenti e autorizzazioni
CASTELL’AZZARA. Windtre è irremovibile: l’antenna, in corso di costruzione in via Petrarca a Castell’Azzara, sorgerà lì, nel punto più alto del paese e dunque di grande impatto visivo sul paesaggio, punto di forza di molte attività turistiche e ben visibile dalla Riserva naturale del monte Penna. A niente sono valse le proteste che, prima a maggio e poi in questi giorni con la ripresa dei lavori, sono arrivate da cittadini, associazioni e Comune. E a niente sono servite le nove sedi alternative proposte dal Comune.
«In merito all’installazione del sito a Castell’Azzara WindtrE, nel pieno rispetto della normativa, ha individuato il sito prescelto per garantire un’adeguata copertura all’intero paese e alle aree circostanti, anche in relazione alla sempre più crescente esigenza di connettività», dice Windtre in una nota di risposta ad alcune domande poste dal Tirreno nei giorni scorsi.
Eppure il paese non molla. Giovedì in sala consiliare i rappresentanti del fronte che chiede di spostare l’infrastruttura altrove (tra questi l’associazione Ecosistema comunale di Castell’Azzara e la sua cooperativa di comunità) hanno incontrato il sindaco Maurizio Coppi per chiedere di verificare con lo Sportello unico per le attività produttive che la pratica dell’antenna sia completa o se possano essere sfuggiti degli aspetti che potrebbero consentire al Comune di presentare, seppur fuori tempo massimo, un’opposizione al progetto.
Perché il punto è proprio questo: l’antenna, lì dove la Windtre la sta costruendo, è perfettamente in regola. E le proteste sono iniziate a cose (quasi) fatte, cioè quando è partito il cantiere.
Ma perché il Comune non si è opposto nel momento in cui Windtre ha chiesto di fare i lavori? «La vicenda parte da lontano, dal 2018 con la precedente amministrazione comunale», spiega Coppi, che è primo cittadino solo dal maggio 2019. «Wind – dice ancora Coppi – comunicò al Comune l’intenzione di realizzare un’antenna nel nostro territorio. Poi, il 26 febbraio 2019, inviò una lettera al Comune chiedendo che indicasse un sito di proprietà dove metterla in modo che il contributo annuale per l’occupazione dello spazio andasse al Comune. E dette 20 giorni per rispondere». Il Comune, però, non ha mai risposto. «La società – conferma Coppi – si è dunque rivolta a un privato, una persona che non abita a Castell’Azzara, che è stato ben felice di concedere il terreno, visto che sono diverse migliaia di euro all’anno per nove anni». Soldi che avrebbe potuto incassare il Comune con, in più, il vantaggio di scegliere dove mettere l’antenna.
Va da sé che, data carta bianca al gestore di telefonia, questi abbia individuato il sito con il criterio che garantisse la migliore diffusione del segnale possibile.
Ma c’era un altro passaggio da fare, dove l’ente pubblico avrebbe potuto ancora dire la sua: quello del rilascio del permesso a costruire. Qui, però, non è più il Comune ad avere voce in capitolo. «Per il Comune di Castell’Azzara – spiega Coppi – il rilascio dei permessi autorizzativi ce l’ha come funzione associata con l’Unione dei comuni. L’Unione, dunque, ha verificato che in quella zona non c’erano vincoli. Quindi l’Arpat ha dato l’ok e la Windtre ha potuto iniziare i lavori».
Lo scorso maggio sono iniziati i lavori. E poco dopo si è insediata la nuova amministrazione guidata da Coppi.
«Con Wind – dice il sindaco – ci eravamo incontrati a maggio 2020 e Wind ci aveva detto che era disponibile a fare una dislocazione dell’antenna. Abbiamo proposto nove siti alternativi». Tra questi anche il tetto del municipio. «Con i tecnici loro e i tecnici nostri abbiamo verificato e sembrava che l’edificio comunale fosse zona idonea. Eravamo d’accordo che ci fornissero un progetto di lì a qualche mese. E dunque aspettavamo questo progetto».
E, invece, il 27 gennaio al Comune è arrivata una lettera. «Ci hanno scritto che il luogo non è idoneo, che ci sono problemi di campo», dice il sindaco. E i lavori sono ripartiti.
«Mettere un’antenna del genere dal punto di vista paesaggistico è un pugno nello stomaco – dice Coppi – e, visto che abbiamo un certo numero di cittadini contrari, mi sono preso l’impegno di verificare se, nelle pratiche, abbiamo dimenticato qualcosa o no. Ci sono delle verifiche da fare e le stiamo facendo».
La protesta per l’antenna in via Petrarca non è un “no” incondizionato a questa infrastruttura. «Mi preme precisare – dice il sindaco Maurizio Coppi – che il mio interesse è di dare comunque un servizio ai cittadini. Il servizio di telefonia ci deve essere e ben venga. Quello che chiediamo a Windtre è di evitare il degrado e, se possibile, delocalizzare l’antenna per evitare un impatto visivo che potrebbe danneggiare il paesaggio». —
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