Il Tirreno

Grosseto

Bilancio e prospettive secondo Fabio Marsilio 

Persone, cittadini, giovani La strategia dell’ascolto che crea la prevenzione

F.F.

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l’intervista

Primo obiettivo: «Rafforzare il raccordo tra attività che spettano alle forze di polizia e i compiti della polizia municipale per essere più presenti sul territorio». Secondo obiettivo, non meno importante: «Ascoltare le persone. Dare risposte ai singoli, essere attenti alle segnalazioni, affrontare le situazioni di marginalità sociale, di difficoltà, di maggiore vulnerabilità che l’emergenza sanitaria ha acuito».

Il prefetto di Grosseto Fabio Marsilio ha appena firmato il Patto per la sicurezza tra Prefettura e Comune. «Per me la sicurezza – spiega – non è solo attività di polizia, ma innanzitutto di prevenzione». E in questo anno la prevenzione si è costruita soprattutto nell’intercettare in anticipo le situazioni di criticità emergente, ascoltando le persone. «Abbiamo sperimentato – spiega – un rapporto molto più diretto e frequente con associazioni di categoria e cittadini, gruppi o singoli, per dare a tutti una risposta. Quando qualcuno ci evidenzia una situazione di difficoltà, dobbiamo fare lo sforzo massimo per dare una risposta. Questa è la mia idea di presenza sul territorio».

Perché se i dati sui crimini diminuiscono, rimangono forti le richieste di interventi di carabinieri, polizia di Stato, guardia di finanza. «E “rimangono” per me sta a evidenziare che quei dati non devono per nulla rallentare la nostra attenzione. Davanti abbiamo delle persone e il nostro compito oggi più che mai è essere i facilitatori per risolvere i problemi».

Tra questi cittadini c’è un gruppo in particolare che sta a cuore al prefetto: i giovani. A loro è dedicato un intero articolo del patto. «Il rapporto con le nuove generazioni è il mio assillo da quando sono arrivato a Grosseto», dice Marsilio. Incontri nelle scuole, videoconferenze, interlocuzioni, coinvolgimento in alcune azioni, come ad esempio quando la Consulta provinciale degli studenti e la componente grossetana del Parlamentino regionale degli studenti sono state chiamate per dare una mano a sensibilizzar i coetanei sull’obbligo delle mascherine e il rispetto delle distanze. «Qui in provincia ho riscontrato un’attenzione e una capacità di comprensione dei problemi e insisto nel coinvolgerli e renderli partecipi». Del resto «noi adulti dobbiamo avere la capacità di metterci in sintonia con il loro linguaggio e le loro aspettative». Un lavoro che diventa ancora più prezioso se si pensa che molte situazioni critiche coinvolgono proprio i giovani. «Sicurezza è anche cultura della legalità, rispetto delle regole, cultura dei diritti», dice il prefetto. Che sulle nuove generazioni si dice fiducioso. Quello sui giovani, conclude, «non è un articolo di un patto ma un impegno prioritario». — F.F.

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