Il Tirreno

Grosseto

l’allarme 

Aggredisce un agente con un pezzo di vetro Protesta in carcere

F.G.

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massa marittima. Era entrato in carcere da qualche giorno dopo essere stato arrestato dai carabinieri per furto. E si era subito fatto notare per il suo comportamento, per la sua strafottenza, per la sua difficoltà a sottostare alle regole. Mercoledì pomeriggio, l’epilogo: il ragazzo di origini tunisine ha aggredito un ispettore capo di polizia penitenziaria, responsabile della sorveglianza generale, prendendolo a pugni in faccia. Poi, ha preso un pezzo di vetro e lo ha colpito a una mano, tagliandolo. L’ispettore è stato soccorso subito dai suoi colleghi che sono riusciti a fermare il ragazzo che già al suo arrivo nella struttura penitenziaria di Massa Marittima, aveva devastato due camere di detenzione che la direzione del carcere è stata costretta a chiudere. Le ha rese inutilizzabili.

L’ispettore è stato portato all’ospedale di Massa Marittima dov’è stato medicato e poi, in serata, dimesso con una prognosi di otto giorni.

La Uil polizia penitenziaria da tempo ha segnalato al Provveditorato Toscana e al Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria dell’impossibilità di utilizzare l’istituto di Massa Marittima come una casa circondariale, ovvero per accogliere le persone che vengono arrestate e non - come è successo fino a poco tempo fa - per accogliere coloro che dovevano scontare pene detentive lunghe. «Purtroppo non siamo stati ascoltati - dicono dalla Uil polizia penitenziaria - e a Massa Marittima continuano ad arrivare i nuovi arrestati. Non c’è vigilanza perimetrale, non ci sono alcuni elementi di sicurezza interna, è un istituto lontano dal tribunale e procura (che comporta anche dispendio di denaro, di risorse umane)».

La Uil continua a battersi per tagliare un traguardo: quello della realizzazione di una nuova struttura penitenziaria nell’ex caserma Barbetti a Grosseto. Dopo il passaggio dell’area al ministero della Giustizia non è avvenuto più nulla.

La Uil polizia penitenziaria coordinata dal regionale Eleuterio Grieco e dal segretario provinciale Francesco Sansone lanciano un grido di allarme a tutte le istituzioni militari e civili e alle autorità politiche della provincia, perché si metta fine all’annosa questione dell’urgente costruzione di un nuovo istituto penitenziario.

«Inoltre riteniamo che il Provveditorato della Toscana - dicono ancora - debba considerare assolutamente l’istituto di Massa Marittima diversamente da un circondariale per le ragioni su indicate». — F.G.

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