La protesta
Morto a diciotto mesi. Ha ingerito metadone, indagati i genitori
Il babbo e la mamma del piccolo sono accusati di omicidio. Cani antidroga dei carabinieri perquisiscono l’abitazione
Grosseto. La condanna peggiore, il babbo e la mamma del piccolo di 18 mesi morto dopo più di un’ora di rianimazione, nell’ambulanza parcheggiata nella piazza di un borgo delle colline del Fiora e dell’Albegna, hanno cominciata a scontarla quando hanno saputo che il loro piccino non c’era più. Ora però di quella morte, sono ritenuti responsabili dalla procura di Grosseto che ieri mattina ha notificato loro gli avvisi di garanzia: il padre e la madre del piccolino sono accusati di omicidio colposo.
Ad uccidere il bambino sarebbe stato il metadone che il piccolo avrebbe ingerito, oltre all’esposizione a varie altre sostanze stupefacenti.
È questa la conclusione alla quale sono arrivati i consulenti della procura che avevano fatto l’esame tossicologico sul corpicino del piccolo e l’autopsia. Il sostituto procuratore Anna Pensabene, che ha coordinato le indagini dei carabinieri, ieri ha iscritto il nome del babbo, un ragazzo di 25 anni e della mamma, una donna di 35 anni, nel registro degli indagati: sono accusati di omicidio colposo in concorso.
Ieri mattina, la coppia è stata chiamata dai carabinieri della compagnia di Pitigliano in caserma, poi, insieme ai militari e ai cani antidroga è tornata nell’abitazione che è stata perquisita. Sarebbero stati trovati pochi grammi di hashish e qualche bottiglietta vuota di metadone.
Le conclusioni delle perizie firmate dai consulenti della Procura parlano chiaro: il piccolo è morto a causa di una «intossicazione acuta da metadone – si legge nell’avviso di garanzia notificato insieme al decreto di perquisizione ai genitori del bambino – inoltre, il bambino è stato esposto a varie altre sostanze stupefacenti». Sostanze che il piccolo potrebbe aver respirato in casa, perché assunte dai genitori. È possibile che il bambino abbia trovato in casa una boccetta con il metadone e che ne abbia bevuto il contenuto, senza che i genitori se ne accorgessero. Poi, messo nel lettino, il bambino si è addormentato, cominciando a respirare in maniera sempre più irregolare, finché il suo cuoricino, massaggiato per più di un’ora dai soccorritori della Misericordia, ha smesso di battere.
La coppia, assistita dal giorno della morte del piccolo e ora difesa dall’avvocato Sabrina Pollini, aveva nominato un consulente di parte, il medico legale Giulia Nucci, che aveva partecipato all’autopsia e che presto dovrebbe depositare anche le proprie conclusioni.
Il giorno dell’esame, la mamma del piccolo si era precipitata all’obitorio del Misericordia insieme a suo padre e alla zia del bambino. Poi erano stati celebrati i funerali del piccolo e il borgo si era fermato per stringersi attorno alla famiglia che aveva subito il dolore più grande, quello della perdita di una creatura di appena un anno e mezzo.
Il pm ha chiesto il sequestro dei cellulari della coppia, per «ricostruire compiutamente i fatti e – si legge ancora nell’avviso di garanzia – in particolare il giorno del decesso». Ora i telefoni e il materiale informatico che ieri mattina è stato trovato nell’abitazione della coppia, sarà analizzato dalla procura e la coppia potrebbe anche decidere di essere sentita presto dal sostituto procuratore Pensabene.
Era stato il babbo del piccolo a trovarlo esanime e a dare l’allarme: i soccorritori erano accorsi subito - la sede della Misericordia è accanto alla casa della coppia - e per più di un’ora avevano cercato di rianimarlo nell’ambulanza parcheggiata nella piazza del paese. La speranza è rimasta accesa fino all’ultimo respiro del piccolo, morto ad appena un anno e mezzo. —
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