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Tre mesi di attesa per una visita urgente Il calvario, poi la svolta
Invalido e con forti dolori, viene convocato per maggio La madre si rivolge al Tirreno: «Trattamento disumano»
Francesca Ferri
GROSSETO. Attendere mesi per una visita medica con il servizio sanitario pubblico non è da paese civile. Se è una visita di controllo da programmarsi anche con tempi lunghi, passi: si può aspettare.
Di certo però non si possono attendere tre mesi se il medico di famiglia ha indicato espressamente nella richiesta che la visita va fatta “con urgenza”, ovvero entro dieci giorni, e se il paziente ha dolori atroci e continui per una grave malattia alla colonna vertebrale che lo rende invalido al 100 per cento. Dolori che il medico specialista, proprio in quell’agognata visita, potrebbe aiutare a eliminare.
«In questo caso è disumano», dice la madre di un 50enne grossetano (che per motivi legati allo stato di salute chiede di restare anonima).
L’uomo è affetto da spondilodiscite, un’infiammazione della colonna vertebrale che interessa sia le vertebre (spondilite), che i dischi (discite). Si è ammalato alcuni anni fa.
«Da quel momento – dice la donna – ha quattro vertebre gravemente lesionate e il midollo spinale si è ridotto a un quarto di quello che dovrebbe essere».
Un quadro gravissimo, che ha reso il cinquantenne invalido al 100 per cento.
«La malattia – spiega la madre – provoca dolori fortissimi e fratture».
E proprio una frattura recente a due vertebre lombari ha ulteriormente aggravato la situazione e reso il dolore insopportabile.
«Per prima cosa serviva una risonanza magnetica – dice la donna – e abbiamo dovuto farla al privato, a pagamento, nonostante mio figlio abbia le esenzioni per la sua patologia, perché la prima disponibilità con l’Asl era troppo in là con il tempo, e non potevamo aspettare».
Fatto l’esame, occorre una successiva visita specialistica con un neurochirurgo che legga il risultato e stabilisca il da farsi.
«Il medico di famiglia ha fatto la richiesta il 26 gennaio – spiega ancora la donna – e ha indicato che l’urgenza di farla entro dieci giorni». Insomma, entro venerdì 5 febbraio. Qui però ci sono nuovi problemi.
«Per due settimane abbiamo chiamato continuamente il Cup (centro unico prenotazioni) per fissare un appuntamento, ma ogni volta dicevano di richiamare perché non c’era disponibilità». Insomma, 15 giorni solo per riuscire a ottenere una data.
Finalmente ieri mattina la disponibilità si trova. Ma è una doccia fredda.
«La visita ce l’hanno data per il 3 maggio – dice la donna – cioè fra tre mesi. Tre mesi, capito? È mai possibile? Se avessi ancora lacrime mi metterei a piangere. Dovevano essere dieci giorni».
E invece sono 90.
Il Tirreno, ieri mattina, ha chiesto spiegazioni all’Asl.
Alle 18,20 è arrivata la risposta: «Chi si occupa del governo delle liste di attesa al Misericordia era a conoscenza del caso perché già segnalato dall’help desk. Il signore sarà pertanto ricontattato e gli sarà prenotata la visita nei tempi previsti». Da tener conto, dice ancora la Asl, «che le visite neurochirurgiche sono effettuate da specialisti delle Scotte due volte alla settimana, per cui è facile slittare velocemente avanti con i tempi di prenotazione».
Alle 19,30, poi, la svolta. «Mi hanno appena chiamata – dice la donna – sono stati gentilissimi e mi hanno dato appuntamento per il 16 febbraio».
I termini temporali richiesti dal medico di medicina generale sono comunque oltrepassati, ma perlomeno l’attesa non sarà di tre mesi.
Insomma, forse un posto entro una data ragionevole c’era. Resta da capire perché l’Asl non lo abbia indicato subito. —
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