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Riaperture serali e stop tasse «Insieme per farci ascoltare»

Francesca Gori
Riaperture serali e stop tasse «Insieme per farci ascoltare»

Martedì al parco Giotto anche il presidente della Provincia e l’assessore regionale Appello per costo del lavoro, assunzioni e regolamentazione delle sagre

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Francesca Gori

GROSSETO. Dopo che in 67 sono saliti in auto e sono andati a Roma a chiedere di essere ascoltati dal Governo, i ristoratori grossetani martedì si ritroveranno al parco Giotto. E non saranno solo 67, ma alcune centinaia se tutti quelli che stanno via via aderendo all’appello, decideranno di partecipare all’incontro con il presidente dei Ristoratori toscani Pasquale Naccari, portavoce di Tni Italia, il presidente della Provincia Antonfrancesco Vivarelli Colonna e l’assessore regionale Leonardo Marras. Un incontro per mettere sul piatto tutte le richieste di un comparto che più di molti altri sta soffrendo le conseguenze della pandemia, con cali percentuali degli incassi evidenti e lo spettro che la Toscana scivoli di nuovo in zona arancione. «Quello che chiederemo a Vivarelli Colonna e a Marras – dice Leonardo Peccianti, patron della Locanda de’ Medici – è collaborazione per portare avanti le nostre istanze, ciascuno per le proprie competenze. Non vogliamo attaccare nessuno e non vogliamo comizi da parte loro. Vogliamo solo che la politica di destra e di sinistra per una volta superi le proprie differenze e divergenze e si occupi del nostro settore».

Sono tantissime le questioni che verranno trattate durante l’incontro, che si svolgerà al parco Giotto alle 16: dal tema dei contributi statali per la categoria a quello del costo del lavoro o delle assunzioni, dal fondo pensioni ai voucher. I ristoratori chiederanno anche la stagionalità nel territorio, in modo tale da poter procedere poi con l’adeguamento dei contratti.

Sono tre, però, le istanze più importanti che verranno sottoposte a Marras e a Vivarelli Colonna, che avranno poi il compito di farsi portavoce con il Governo. «L’immediata possibilità di riaprire la sera – dice Liliana Marrini dell’omonima Osteria enogastronomica di Follonica – oltre all’annullamento delle tasse comunali anche per il 2021 che gravitano sul nostro comparto, come l’occupazione del suolo pubblico e la Tari». Misure che dall’anno scorso sono state prese da alcuni Comuni, con formulazioni diverse. Come a Grosseto, dove il suolo pubblico è stato triplicato gratuitamente ed è stato concesso – dove possibile – anche alle attività che non lo avevano prima. Interventi, questi, che sono stati apprezzati da ristoratori e gestori di locali. «Ma c’è anche il capitolo delle utenze – aggiunge Marrini – quello che chiederemo è un intervento anche con le società come l’Acquedotto del Fiora per avere bollette più leggere. È difficile andare avanti, altrimenti, per il nostro settore». Le difficoltà sono raccontate attraverso i numeri. «Il calo ovviamente c’è stato con la chiusura serale – dice Peccianti – Ci sono giorni nei quali riusciamo a lavorare, altre dove sarebbe meglio restare chiusi. Il sabato e la domenica sono diventati i nuovi venerdì e sabato sera, ma sono due giorni in una settimana».

La voglia di ripartire c’è, ovviamente, e anche la speranza di guardare al futuro. Ma non senza sapere, ad esempio, dove verranno indirizzati i soldi che avanzeranno dal contributo regionale. «Poi c’è la questione delle sagre – dice ancora il patron della Locanda de’ Medici – che vorremmo affrontare». La richiesta che verrà fatta sarà quella di incentivare solo le manifestazioni e gli eventi che riguardino la storia e gli usi del territorio, puntando anche sulla valorizzazione dei prodotti tipici e della destagionalizzazione. «È inutile – dicono i ristoratori – fare la sagra del porcino amiatino ad agosto, quando i funghi non ci sono e quelli cucinati provengono dalla Romania. Non ha senso. Diamo spazio ai prodotti del territorio, organizziamo la sagra là dove si può valorizzare una tradizione. È inutile fare la sagra del pesce a Montorgiali, per esempio».

L’appello all’unità e alla collaborazione, questa volta, suona come un’eco dalla montagna al mare. Tutti i ristoratori della Maremma e dell’Amiata sono chiamati a partecipare. Tutti con la mascherina tirata su e a distanza di un metro, per garantire la sicurezza. –

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