Attenzione
Benedizione e mostra per non dimenticare
Nel loggiato del municipio, cerimonia sotto la targa donata dalla famiglia Trotta, mentre on line l’Isgrec presenta il suo lavoro
grosseto. Oggi si celebra in Italia il Giorno del ricordo, istituito 15 anni fa per ricordare i massacri delle foibe, l’esodo giuliano-dalmata e la vicenda del confine orientale.
Il Comune di Grosseto ha organizzato alle 9,30 una cerimonia nella loggia del palazzo comunale. Qui sarà benedetta la targa donata dalla famiglia dell’esule Eleonora Millo Trotta al Comune, in memoria delle vittime legate alle foibe. «Come ogni anno vogliamo onorare il sacrificio e la memoria delle vittime di una delle pagine più buie della storia del nostro Paese – dicono il sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna e il presidente del consiglio comunale, Cosimo Claudio Pacella –. La cerimonia di quest’anno, da noi fortemente voluta e sostenuta, vuole tenere acceso il ricordo, troppo spesso oscurato e messo in ombra, e far luce su questo angoscioso evento e sul valore che proprio in quel triste momento è venuto meno; quello della dignità della vita umana». Partecipano il sindaco, Dario Trotta (Associazione nazionale VeneziaGiulia e Dalmazia), Eleonora Millo Trotta e padre Egidio Stefani.
E se c’è in Italia un luogo che ha sempre cercato di fare luce su questo tragico capitolo della Storia, quello è l’Isgrec, l’Istituto storico della Resistenza e dell’età contemporanea, uno dei massimi centri in Italia di elaborazione della ricerca sul confine orientale e di pedagogia della memoria.
Proprio all’Isgrec, non a caso, la Regione Toscana ha affidato quest’anno la regia delle celebrazioni regionali, insieme all’Istituto storico toscano della Resistenza. Stamani dall 9, 30 su www.regione.toscana.it/diretta-streaming, si presenta la mostra virtuale “Storia di un confine difficile. Il viaggio di insegnanti e studenti della Toscana nei luoghi del confine alto Adriatico”, realizzata dall’Isgrec. Alle 17 sulla pagina Facebook dell’Isgrec incontro con gli storici Claudio Vercelli e Franco Cecotti. —
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