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Antenne 5G: "Dal sindaco dietrofront alla zittina, ora apra un confronto"

Un'antenna per la tecnologia 5G e, a  destra, Lorenzo Mascagni (foto Agenzia Bf)
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Un'antenna per la tecnologia 5G e, a destra, Lorenzo Mascagni (foto Agenzia Bf)

Il capogruppo del Pd, Mascagni, chiede una riflessione aperta alla città sui nuovi impianti

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GROSSETO. Il capogruppo del Partito democratico in consiglio comunale a Grosseto, Lorenzo Mascagni, chiede al sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna di aprire una "discussione franca con le istituzioni cittadine e con la città" sul tema del 5G, per non perdere, dice Mascagni, un'occasione di sviluppo per la Maremma.

L'invito nasce dall'atteggiamento inizialmente contrario di Vivarelli Colonna al 5G, che lo spinse, ad aprile 2020, a firmare un'ordinanza per vietare l'installazione delle antenne 5G sul territorio comunela.

"I grossetani _ dice Mascagni _ ricorderanno l’ordinanza di fine aprile 2020. Era il periodo in cui si diffondevano teorie complottiste secondo le quali la tecnologia 5G aveva una qualche responsabilità nella diffusione del Covid. Forse Vivarelli Colonna pensò di ingraziarsi la simpatia di coloro che preferiscono credere alle bufale e ignorare le evidenze scientifiche".

L'ordinanza fu largamente pubblicizzata dal Comune. Meno lo fu, il 4 agosto 2020, un'altra ordinanza, dello stesso Vivarelli Colonna che revocò la precedente.

"Quello che molti cittadini non sanno _ dice Mascagni _ è che messo all’angolo dal decreto Milleproroghe di luglio, il sindaco ha revocato “alla zittina” quell’ordinanza nell’agosto, e che è stata poi autorizzata l’installazione di antenne a tecnologia 5G".

Ad oggi sono cinque le antenne già autorizzate e installate in vari punti della città, mentre una sesta è in corso di autorizzazione, come ha anticipato nei giorni scorsi Il Tirreno (leggi qui).

"Lo dico a scanso di equivoci _ spiega Mascagni _ non per contrarietà al 5G, che è da ritenere un’infrastruttura assolutamente necessaria allo sviluppo economico. Del resto, sia l’Istituto superiore di sanità che la commissione parlamentare che ha condotto un’indagine conoscitiva sul 5G, hanno chiarito che tale tecnologia è migliorativa rispetto a quelle precedenti in uso da molti anni: 2G, 3G 4G, 4G-Plus e Lite".

D'altro canto "stupisce invece _ prosegue Mascagni _ che mentre si sia dato risalto all’ordinanza di divieto, si siano fatti passare sotto silenzio i successivi ripensamenti. Il fatto è che, piaccia o meno, sulle nuove infrastrutture digitali si gioca una parte rilevantissima dello sviluppo dei prossimi anni".

Da qui la richiesta a Vivarelli Colonna: "Ecco perché il sindaco _ dice Mascagni _ dovrebbe aprire una discussione franca con le istituzioni cittadine e con la città su un tema così strategico. E fare di tutto perché gli operatori telefonici dotino la nostra città, dove si concentra una fetta rilevante delle attività produttive della provincia, di una rete efficiente a banda ultra larga. Un ritardo su questa partita sarebbe esiziale e ci relegherebbe ancor di più nella marginalità. E servirebbe a poco, allora, lamentarsi che la Maremma è isolata e ignorata da Roma e da Firenze… sarebbero solo lacrime di coccodrillo".


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