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Venne trovato al lavoro con un documento falso Ha patteggiato 14 mesi
grosseto. Un anno e due mesi per Besjan Murrizi, albanese di 27 anni, arrestato nell’ottobre scorso dalla polizia stradale (e poi tornato libero) per essersi finto un altro: era accusato di essere stato trovato in possesso di un documento falso, cioè una carta di identità romena rilasciata ad altra persona, e di aver dichiarato false generalità agli agenti che lo avevano controllato, esibendo appunto quel documento.
Murrizi, assistito dagli avvocati Paolo Tozzi e Giacomo Ceccariglia, ha chiesto di patteggiare; il giudice Marco Mezzaluna ha sospeso la pena.
La squadra di polizia giudiziaria della polstrada si era presentata l’8 ottobre in un’autofficina in città per un controllo. Aveva trovato all’interno un uomo che diceva di chiamarsi Ionut Crimu e di essere nato in Romania il 18 gennaio 1994. Il documento consegnato sembrava in regola, ma l’ultima cifra aveva fatto insospettire gli agenti: un ulteriore controllo aveva accertato la mancanza di simboli anticontraffazione. La polizia stradale aveva così effettuato una perquisizione a casa e aveva scoperto un passaporto albanese: la data di nascita corrispondeva, il nome no. Il nome era quello di Besjan. Lui stesso aveva spiegato di aver acquistato il passaporo in Albania, pagandolo 200 euro, da una persona incontrata casualmente un paio di anni prima. Besjan cercava un modo per espatriare dopo che gli Usa avevano rifiutato il visto di ingresso. Così l’amico gli aveva chiesto una foto e dopo tre ore era tornato con la carta di identità romena: gli aveva anche assicurato che avrebbe potuto trovare lavoro in qualsiasi Paese europeo. Besjan-Crimu era entrato in Italia nel luglio 2018 con il vero passaporto: ma si era fatto mandare dall’Albania la carta di identità e con questa aveva trovato lavoro. Il fascicolo non è comunque ancora chiuso. — P.S.
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