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Grosseto

imprese e materiali promettenti  

I giovani imprenditori alla scoperta del grafene

Sara Landi
I giovani imprenditori alla scoperta del grafene

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GROSSETO. Il grafene e i materiali bidimensionali sono stati al centro dell’iniziativa promossa dal gruppo Giovani imprenditori di Confindustria Toscana Sud. Il presidente dei Giovani imprenditori Giacomo Cretella e il vice Lucio Cinà hanno invitato nella sede di Grosseto Sviluppo Sebastiano Bellani, uno dei ricercatori di BeDimensional, impresa hi-tech genovese che ospita uno dei primi impianti al mondo per la produzione di grafene e nata come spin off dell’Istituto italiano di tecnologia (Iit).

Bellani ha incontrato gli imrenditori maremmane per presentare le applicazioni nei processi produttivi dei materiali bidimensionali, dei quali il grafene è uno dei principali rappresentanti. La scoperta del grafene, considerato il materiale più sottile al mondo, è valsa ai ricercatori russi Andre Geim e Kostya Novoselov il Nobel per la fisica nel 2010. «Il grafene fa respirare il futuro – dice Giovanni Mascagni, responsabile della delegazione di Grosseto di Confindustria Toscana Sud – e consente molteplici ambiti di applicazioni: dalle nanotecnologie all’edilizia, dall’agricoltura alle batterie al litio. L’obiettivo dell’incontro è capire se e come nel nostro sistema d’impresa possa trovare applicazione concreta e creare processi virtuosi». «BeDimensional – dice Bellani – nasce nel 2016 per produrre cristalli bidimensionali tra cui il grafene che ha caratteristiche eccezionali: è più forte dell’acciaio, più leggero dell’aria, trasparente. Ma occorre capire come sviluppare l’applicazione e come utilizzarlo. Noi siamo già in questa fase: utilizziamo i cristalli per oli, lubrificanti, vernici, celle solari e batterie. Ma per fare tutto questo occorre produrre grafene in grandi quantità. E BeDimensional ha brevettato un sistema per farlo». Dall’impianto pilota di Genova, con la capacità produttiva di un chilogrammo a settimana, si prevede di arrivare entro fine anno a un impianto industriale capace di produrre almeno una tonnellata e mezzo all’anno. Le potenziali applicazioni spaziano dai caschi da motociclista rivestiti di grafene, con maggiore resistenza all’impatto e termoregolazione, alle celle solari in silicio. All’iniziativa ha collaborato anche la Fondazione Polo Universitario grossetano. –

Sara Landi

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