Il dolore
Cassonetti dei rifiuti stracolmi e aperti Proteste in via Sauro
GROSSETO. Dovrebbero aprirsi solo grazie alla tessera magnetica, in modo da identificare ogni conferimento fatto da ciascun cittadino e, in futuro, calcolare quanti rifiuti vengono buttati, da ogni utenza, per garantire il pagamento puntuale della Tari. Dovrebbero, già.
Perché sin dal loro debutto a Grosseto i cassonetti automatizzati hanno rivelato alcuni punti deboli. E, in alcune zone della città, più che altrove.
In via Sauro, ad esempio, da cui puntuali arrivano in redazione segnalazioni di cassonetti stracolmi e difficoltà, per i cittadini, a conferire i rifiuti.
I cassonetti spesso restano con il coperchio aperto tanta è la quantità di sacchi di rifiuti stipati dentro. E in questo modo non solo si vanifica l’intera filosofia della raccolta rifiuti, così come concepita dal Comune, ma si creano spiacevoli incidenti igienici.
«Ci sono sempre i topi in giro che mangiano la spazzatura, e non mi sembra una cosa normale», lamenta un abitante della zona. «Non è certo colpa dei topi, ma la situazione è sempre così. Paghiamo la Tari, e questo è il servizio».
Davanti ai cassonetti saturi, chi ha più senso civico si riprende la sua spazzatura e se la riporta a casa – e già questo è un sacrificio che non dovrebbe essere imposto – ma c’è anche chi il sacchetto lo abbandona per terra, accanto al bidone.
E così finisce che sul marciapiede e sulla strada nascano dei mucchi di spazzatura, brutti a vedersi, maleodoranti e soprattutto antigienici.
Come se non bastasse, a ogni sacchetto della spazzatura che non viene conferito nel cassonetti ma viene abbandonato per terra, ovviamente, non corrisponde la registrazione tramite la tessera magnetica. —
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