Gioco
A piedi fino alle ex cave per scoprire l’impatto del progetto gessi rossi
Oltre 50 persone hanno partecipato all’iniziativa dei comitati contrari all’arrivo di un milione di tonnellate di scarti industriali
Lina Senserini
campagnatico. Oltre 50 persone hanno partecipato sabato pomeriggio alla passeggiata naturalistica alle ex cave di Pietratonda (Campagnatico), organizzata dal comitato per il No ai gessi rossi, in collaborazione con le guide escursionistiche ambientali autorizzate.
L’area mineraria, infatti – se ne parla da otto mesi – è oggetto di un piano di ripristino ambientale presentato dalla proprietà, la società Accornero di Asti, utilizzando lo scarto della lavorazione del biossido di titanio prodotto negli stabilimenti della Venator a Scarlino. Giovedì peraltro è in programma, a Grosseto, la conferenza di servizi da cui dovrebbe uscire la definitiva autorizzazione o la definitiva bocciatura del progetto, contro il quale si sono mossi cittadini e amministratori, comitati, associazioni di categoria e movimenti politici.
La passeggiata rientra tra le azioni di sensibilizzazione che da mesi il comitato per il No ai gessi rossi, costituito dai cittadini di Campagnatico e Paganico, sta portando avanti ed è stata organizzata per far conoscere la zona a chi finora l’ha potuta vedere solo in foto, illustrando sul posto i rischi per la salute e l’ambiente se il progetto venisse approvato.
I partecipanti, molti dei quali provenienti da tutta la provincia, sono stati divisi in quattro gruppi per rispettare le regole di sicurezza anti-Covid, ciascuno affidato alla competenza e alla professionalità di una delle quattro guide, che hanno illustrato le caratteristiche del percorso attraverso il bosco.
Una volta arrivati al laghetto dell’Incrociata, oggetto in particolare del piano di ripristino, Roberto Barocci, del Forum ambientalista di Grosseto, e Loretta Pizzetti, del comitato Val di Farma, che da anni si battono contro i vari progetti di stoccaggio dei gessi rossi in Maremma, hanno illustrato le caratteristiche del piano presentato da Accornero, soprattutto gli aspetti legati alla tipologia di terreno, alle caratteristiche geomorfologiche, a come la cava con in fondo il laghetto verrebbe riempita con oltre un milione di tonnellate di gessi rossi. Soprattutto hanno risposto alle domande dei partecipanti che hanno chiesto dettagli sul progetto e sull’impatto che l’intera zona subirebbe, anche rispetto alle attività produttive e agrituristiche che si trovano vicino alle cave e lungo il percorso che farebbero i tir per trasportare i gessi. Chi ha partecipato, già da subito ha condiviso sui social le foto della passeggiata, accompagnate dall’hashtag #pietratondaènatura, un’idea che hanno avuto gli organizzatori per raccogliere e diffondere il maggior numero di testimonianze fotografiche della giornata e delle cave. —
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