Gioco
Quasi tutti vaccinati nell’arco di 10 mesi Ma tutto dipende dall’arrivo delle dosi
L’Asl stima di poter “immunizzare” 1.800 persone al giorno Ma se il ritmo delle forniture non aumenta, i tempi si dilatano
Enrico Pizzi
GROSSETO. Se le quantità di dosi di vaccini anti Covid-19 in arrivo aumenteranno, nell’area grossetana l’Asl Toscana Sud Est è in grado di vaccinare fino a 1.800 persone al giorno.
Il piano vaccinale – spiega Fabio Lena, direttore del dipartimento del farmaco dell’Asl Toscana Sud Est – è pronto, modulato in strutture di dimensioni diverse e in grado di adattarsi ai flussi di dosi che arriveranno. Per il momento, però, ogni settimana sono arrivate meno di 3.500 dosi e sono state tutte somministrate.
Sarà una campagna vaccinale a pieno ritmo, dunque, dosi permettendo. Un calcolo sommario permette di dire che a regime, mettendo insieme tutte le risorse e vaccinando circa 1.800 persone al giorno, sarebbe possibile vaccinare con la necessaria doppia dose, in dieci mesi, circa 180mila persone, quasi l’intera popolazione della provincia di Grosseto. Il problema, però, è che il numero di dosi che arrivano, ogni settimana, è di molto inferiore alla capacità di azione della macchina sanitaria.
A Grosseto arrivano, infatti, ad oggi – spiega ancora Lena – circa 2.400-2.500 vaccini Pfizer a settimana che vengono tutti somministrati e che sono, per lo più, destinati al personale sanitario, anche se la platea di destinatari si sta allargando. Ai vaccini Pfizer si aggiungono 7/800 dosi a settimana di vaccini Moderna, destinati alla somministrazione al personale volontario. Dalla settimana prossima, probabilmente negli ultimi giorni della settimana, sono attesi i vaccini AstraZeneca che serviranno a vaccinare gli under 55, come consiglia l’Aifa.
Da un mese a questa parte, in tutta l’Asl Toscana Sud Est sono state somministrate circa 45mila dosi, ma la speranza – visto che la macchina è in grado di funzionare a ritmo più elevato, è che il flusso di dosi aumenti.
«Stiamo cercando di organizzarci – dice Lena – per fare quantità importanti di vaccinazioni. Il piano si basa su diversi sistemi modulari, con macro strutture come gli ospedali, i teatri, i cinema, strutture medie, come il parcheggio di via don Minzoni o le strutture distrettuali, e le microstrutture, per esempio nei paesi più piccoli, che si attivano a seconda delle necessità, dove – spiega ancora Lena – si va, con le dosi, per fare le vaccinazioni necessarie».
Insomma, il funzionamento della campagna vaccinale, a questo punto, non dipende più dalla capacità di organizzazione dell’azienda sanitaria, ma dall’effettivo flusso di dosi destinate al territorio.
Per il resto la gestione è complessa, ma non impossibile. Quando la farmacia ospedaliera manda i vaccini nei punti vaccinali, dopo averli scongelati, il tipo Pfizer si conservano a 2-8 gradi per cinque giorni, Moderna, per esempio, dura circa un mese. Cambia la logistica, ma il sistema – come evidenzia il direttore del dipartimento del farmaco – è in grado di gestirla. —
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