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massa marittima 

Morto 20 anni fa, le poesie di Anteo verranno svelate tra qualche giorno

Giulia Sili
Morto 20 anni fa, le poesie di Anteo verranno svelate tra qualche giorno

Il muratore aveva inviato i suoi componimenti a un amico Tassoni: «Vorrei pubblicarle, apriremo la lettera dal notaio» 

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Giulia Sili

massa marittima. Schivo, solitario e di poche parole, Anteo Bartalini, morto ormai da quasi vent’anni, ha lasciato un ricordo indelebile nella mente di chi lo ha conosciuto.

Il muratore di origini contadine, che nelle vecchie foto in bianco e nero somiglia a un attore americano degli anni Cinquanta, aveva una passione a molti sconosciuta: quella per la poesia. Con una calligrafia barocca e ricercatissima, Anteo riempiva pagine e pagine dei suoi componimenti che custodiva gelosamente. In pochi hanno potuto leggere ciò che scriveva perché, forse per timidezza, non parlava molto di sé. Sandro Tassoni è uno dei pochi che a Massa Marittima è riuscito ad entrare in confidenza con il muratore dall’animo sensibile. E proprio Sandro custodisce ancora oggi una busta sigillata, piena di pagine scritte a mano da Anteo. La busta è arrivata tra le mani di Tassoni nel 1997 e da allora non è mai stata aperta. «Era una promessa che ci eravamo fatti – dice Tassoni – avevo detto ad Anteo che avrei aperto quella busta dopo una decina di anni almeno. Di tempo ne è passato parecchio di più e sento che è arrivato il momento di tirare fuori quelle poesie che vorrei regalare alla città di Massa Marittima». Grande fumatore, Anteo era terrorizzato dai fulmini perché, pare, durante un temporale aveva perso un fratello. «Ho conosciuto Anteo negli ultimi anni della sua vita – dice Tassoni – abbiamo legato molto, lui veniva a trovarmi e parlavamo per ore. Anteo era una persona diversa da come appariva: era di origini contadine, era cresciuto a Prata e aveva fatto tutta la vita il muratore, aveva però un animo sensibile e poetico che non svelava quasi mai. Anteo mi raccontava le vicissitudini della sua vita – continua Tassoni – viveva solo ed era stato diverse volte in ospedale. Durante uno di questi ricoveri scrisse un atto di dolore per un frate che gli aveva fatto compagnia. Me lo fece leggere: era bellissimo, estremamente commovente. Un agnostico era riuscito a scrivere per un frate una cosa veramente profonda. Da lì iniziò a farmi leggere quello che scriveva».

Negli ultimi anni di vita Anteo portò tutti i suoi lavori a Tassoni e i due fecero un accordo: le poesie sarebbero state messe dentro a una busta che sarebbe stata spedita all’indirizzo di Tassoni. Il plico sarebbe stato aperto in futuro, così da rileggere il tutto con nuovi occhi. «Anteo aveva la sensazione di non avere più tempo – spiega Tassoni – e allora mi volle lasciare questa eredità». Adesso però è arrivato il momento di aprire quella busta e per farlo sarà chiamato un notaio. «Vorrei farne un libriccino – dice Tassoni – ad Anteo avrebbe fatto piacere». —

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