Il dolore
Il digitale e la scuola, formare docenti e alunni all’uso consapevole
follonica. A Follonica arriva il patto educativo di comunità: «Un modo per rimettere la scuola al centro della discussione», spiega il Pd Follonica. «Da troppo tempo, mettiamo i temi della scuola su un piatto sbagliato – dice il partito – aggirando le questioni reali che dovrebbero interessare la riforma di un intero sistema».
Per riportare la discussione al centro è quindi stato immaginato di sviluppare una didattica innovativa che formi docenti e ragazzi sull’uso consapevole del digitale, ampliando le nuove competenze sulla didattica all’aperto e ristabilendo un consapevole contatto con la natura e con l’ambiente circostante. Non solo: la volontà è quella di puntare su una nuova strategia di orientamento. Grazie a un’indagine che l’amministrazione comunale cittadina ha commissionato a Irpet, l’istituto regionale programmazione economica toscana, grazie al quale si potranno conoscere i punti di forza e di debolezza del sistema formativo, imprenditoriale e sociale cittadino. «Tutto questo – sostiene il Pd follonichese – ci consentirà di sviluppare strategie per il futuro orientate a dare concrete opportunità alle prossime generazioni».
La strada intrapresa dall’assessorato alle politiche culturali, educative e giovanili, guidato da Barbara Catalani, è mirata a ridisegnare i rapporti con tutti i soggetti che danno vita alla comunità educante per poter costruire con essi un progetto condiviso. «Crediamo fermamente nella progettazione condivisa e negli strumenti che coinvolgono direttamente i cittadini nelle scelte che riguardano il futuro della città – dice il Pd – Il tema dell’educazione e della formazione non può che essere il punto di partenza su cui costruire un sistema virtuoso e bene ha fatto l’amministrazione a volere fortemente la firma di questo patto».
Per il partito ci troviamo oggi in un momento storico in bilico, «dove si susseguono migliaia di discussioni e informazioni sul mondo della scuola, sul valore della didattica in presenza, su quanto ha scatenato la didattica a distanza, sullo stato emotivo dei giovani, sui banchi a rotelle». Una situazione in cui il rischio, secondo il Pd, è quello di perdere di vista il vero obiettivo da perseguire: «quale modello educativo vogliamo raggiungere? E come possiamo fare per arrivarci? Quali alleanze è necessario stringere perché la scuola sia considerata il primo obiettivo per una politica riformista?», sono le domande che hanno dato vita al patto educativo di comunità, al quale ha lavorato l’assessora Catalani. —
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