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Massa Marittima piange il suo cronista

Giulia Sili
Massa Marittima piange il suo cronista

L'addio della città del Balestro a Gianfranco Beni, corrispondente della Nazione. Aveva 82 anni

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MASSA MARITTIMA. La comunità ha perso ieri, martedì 2 febbraio, il giornalista Gianfranco Beni, 82 anni, firma storica della Nazione che per più di 50 anni ha seguito con passione e dedizione la cronaca locale. Per motivi di salute da un paio di anni Beni si era trasferito a Follonica, vicino al mare, senza però mai dimenticare Massa, la città dove ha passato gran parte della sua vita, raccontandone per mezzo secolo i cambiamenti. Domenica sera, in seguito a un malore, Beni è stato portato all’ospedale Sant’Andrea di Massa Marittima dove è deceduto ieri mattina. Per gran parte della sua vita Beni si è dedicato alla cronaca e alla politica locale, dividendo il lavoro di corrispondente con quello di insegnante di educazione fisica all’istituto minerario cittadino.

La pensione da insegnante era arrivata nel 2000 e da allora gran parte delle sue energie erano state dedicate alla scrittura. Era stato il fratello a trasmettere questa passione a Gianfranco che lo aveva sostituto alla fine degli anni ’60 nell’incarico alla Nazione. Nonostante la malattia, Beni ha continuato a lavorare al suo giornale fino allo scorso dicembre, restando sempre attaccato con grandissima passione alla sua professione. Per molti anni la sua redazione personale, diventata punto di riferimento per i massetani, si trovava in un fondo di via Martiri della Niccioleta: lì Beni aveva il suo archivio personale e la sua vecchia macchina per scrivere, quella con la quale ha scritto per molti anni pagine e pagine dedicate a Massa Marittima.

Da alcuni anni Gianfranco si accompagnava a un bastone che lo aiutava a camminare per le salite della sua città, arrivando sempre e comunque in anticipo a qualsiasi appuntamento. «Quando squillava il telefono non c’era orario che tenesse – racconta il figlio Enrico – babbo partiva e seguiva con passione tutto quello che riguardava la città. Dedicava molte ore alla scrittura e, anche se le sue energie nell’ultimo anno erano diminuite, ha cercato fino all’ultimo di dedicarsi al lavoro». L’amministrazione comunale di Massa Marittima ha voluto ricordare il lavoro dello storico corrispondente scomparso ieri: «È sempre stato presente con un suo stile pungente ma ha sempre dimostrato il suo attaccamento alla città – dice il sindaco Marcello Giuntini – Dal punto di vista personale è stato il mio insegnante di educazione fisica ai tempi che frequentavo l’istituto minerario Lotti. Durante le partite di calcetto i suoi interventi spesso erano spigolosi ma aveva anche una innata capacità di integrarsi con gli studenti. Quando ho saputo del suo stato di salute mi ero ripromesso di andare a trovarlo ma poi a causa dell’emergenza sanitaria non ho più avuto l’occasione. Ci mancherà, come Comune ci stringiamo con profondo affetto alla famiglia e alla redazione della Nazione» conclude il sindaco di Massa Marittima. «Gianfranco era il classico corrispondente che della sua località conosceva tutto – racconta il collega
Fiorenzo Bucci, amico di Beni ed ex caposervizio de La Nazione – e tutto riuniva nelle sue immancabili pagine di cronaca. Un paio di volte, negli anni, è stato ricoverato per banali interventi e in tutte quelle occasioni si è premurato di spedire alla redazione una grossa busta con un sacco di notizie, utili durante la sua assenza. Un amore infinito per il giornale che è stato la vita per una persona discreta, educata, buona e generosa come poche persone sanno essere. Non lo ringrazierò mai abbastanza per l’amicizia che mi ha dato e che ha mantenuto anche quando sono andato in pensione». Il funerale di Gianfranco Beni si terrà domani, giovedì 4 febbraio, alle 9 nella chiesa di Sant’Agostino a Massa Marittima. Dopo le esequie l’agenzie di pompe funebri Cappellini porterà il feretro a Follonica, dove verrà tumulato nel cimitero comunale. Per tutta la giornata di oggi la salma sarà nella camera mortuaria dell’ospedale Sant’Andrea di Massa Marittima.

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