Il Tirreno

Grosseto

l’incontro 

L’Opi si mette a disposizione «Ma non usiamo i pensionati»

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grosseto. Sono 180mila le persone da vaccinare da qui all’estate e per farlo serve personale. Per questo ieri il presidente dell’Ordine delle professioni infermieristiche Nicola Draoli, ha incontrato il direttore generale dell’Asl Antonio D’Urso per fare il punto della situazione. Il portale per la prenotazione dei vaccini del personale infatti, è stato riaperto ieri.

Condividere il piano vaccinale, con maggiore consapevolezza sui tempi e sulle categorie prioritarie, conoscere il progetto per il reclutamento delle forze lavorative in campo, avere più informazioni sulla diversa efficacia delle protezioni. Sono questi i temi principali del confronto di ieri. «Siamo pronti a supportare l’azienda nelle diverse fasi della campagna vaccinale, anche contribuendo a informare la popolazione sul cronoprogramma, sull’efficacia dei vaccini e sui motivi per cui alcune categorie avranno accesso prioritario alle vaccinazioni», spiega Draoli.

Un aspetto importantissimo, trattato nell’incontro, è quello del fabbisogno del personale per portare avanti la somministrazione dei vaccini. «Abbiamo fatto una stima sulla base della popolazione presente in provincia di Grosseto – dice – Tenendo conto delle categorie già vaccinate e di quelle più giovani, che sembra non riceveranno il vaccino, ci sono ancora 180mila persone da vaccinare. Questo significa che, da qui ad agosto, ogni mese si dovrà somministrare il siero a circa 25mila 700 persone, ovvero 850 cittadini al giorno, lavorando 7 giorni su 7. Per far questo, servono quotidianamente 46 professionisti dedicati, tra medici e infermieri. È necessario quindi comprendere come si vuole reclutare il personale: sappiamo che l’azienda ha emesso avvisi rivolti a pensionati, liberi professionisti, ma anche dipendenti dell’Asl, che potranno rendersi disponibili fuori dagli orari di lavoro. Rimaniamo dubbiosi sulle forme di volontariato e sui pensionati, privilegiando il riconoscimento economico dei professionisti in attività. Per questo vogliamo chiarire le intenzioni aziendali anche rispetto ai criteri di chiamata. Oggi, come ordine, ci siamo impegnati a collaborare nel reclutamento del personale e potremo farlo anche lanciando una campagna di adesione con le forme previste nel mondo professionale». L’altra strada prospettata durante l’incontro da Opi è quella di chiedere la collaborazione dei professionisti di Cives, l’associazione nazionale costituita da infermieri e impiegata all’interno della Protezione civile, che potrebbe dare un contributo importantissimo. «Ma per poter concorrere all’organizzazione del programma, dobbiamo conoscere nel dettaglio le intenzioni di Regione e Asl. Per questo ringraziamo l’azienda per l’incontro di oggi – conclude – perché condividere e comprendere le strategie può permetterci di collaborare per rendere chiari i progetti e le procedure e, soprattutto, rassicurare la popolazione che ha bisogno di capire esattamente quando e come potrà essere vaccinata: noi vogliamo essere in grado di aiutare i nostri assistiti con risposte chiare». —



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di Redazione web