La manifestazione
«Due prelievi abusivi con il bancomat rubato»
Per fatti risalenti a tre anni fa è sotto accusa Adriana Gomez, la donna poi imputata per l’omicidio della suocera
Follonica. Adriana Pereira Gomes, la donna di origini brasiliane imputata per l’omicidio della suocera Simonetta Gaggioli (agosto 2019, Riotorto), deve rispondere anche di furto. Un’accusa di portata notevolmente inferiore a quella per la quale sarà celebrata a maggio davanti alla Corte di assise di Livorno e comunque per un fatto precedente all’omicidio, perché risalente al marzo 2018.
Furto di un portafogli appartenente a un’anziana follonichese e utilizzo indebito del bancomat, con il quale erano stati effettuati due prelievi, ciascuno da 250 euro. Queste le accuse di cui Pereira, ieri non presente all’udienza davanti al giudice Andrea Stramenga (è detenuta per l’omicidio), deve rispondere dopo le indagini dei carabinieri di Follonica, ai quali la proprietaria del portafogli si era rivolta il 26 marzo 2018. La donna, oggi 90enne, aveva raccontato che quattro giorni prima si era accorta che le mancava il portafogli, dentro il quale c’erano patente, carta d’identità, tessera sanitaria, certificato di esenzione dal pagamento del ticket, effetti personali e soprattutto la tessera bancomat. Accanto era custodito anche il pin. Era andata in banca e aveva verificato che il 21 marzo, alle 20.25, era stato fatto un prelievo da 250 euro; la medesima cifra con un analogo prelievo la mattina del giorno successivo, alle 8.30. Aveva così concluso di essere stata vittima di un furto.
Il maresciallo che aveva raccolto la denuncia era andato in banca e aveva recuperato i video dei momenti in cui erano stati effettuati i prelievi: «L’ho riconosciuta subito, era la Pereira» ha detto il sottufficiale ieri chiamato a testimoniare dalla viceprocuratrice onoraria Pamela Di Guglielmo. Allora il maresciallo ha chiamato di nuovo la derubata e le ha fatto riconoscere la donna. Da questa identificazione è partito il fascicolo con l’ipotesi di furto e utilizzo abusivo della tessera bancomat, un fascicolo nel quale ci sono anche i filmati relativi ai due prelievi, oltre che gli estratti conto della pensionata.
Il giudice ha chiesto qualche particolare sull’identificazione: «Pereira con il marito e la moglie abitavano con la suocera di lei Simonetta Gaggioli nello stesso palazzo della donna che aveva sporto denuncia», ha risposto il maresciallo.
La pensionata, che si è costituita parte civile con l’avvocato Nunzio Veninata, non sarà ascoltata in aula: è stata ritenuta sufficiente la denuncia del 26 marzo, acquisita con l’accordo di tutte le parti. L’imputata è assistita dall’avvocata Elisabetta Calabria. Prossima udienza, quella conclusiva, a gennaio. — P.S.
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