La manifestazione
Giovanna e Arnaldo morti con il Covid
Lei, 83 anni, era la vedova di Raffaello Picchi. Lui, 90 anni, era stato un conosciuto capomastro di Orbetello
GROSSETO. Il triste elenco di grossetani morti per effetto della pandemia fa registrare due nuovi nomi,che portano il totale a 101. Sono quelli di Giovanna Bollini, abitante in città, 83 anni da compiere a fine marzo, appartenente a una conosciuta famiglia grossetana, e di Arnaldo Angioloni, 90 anni, di Orbetello.
La signora Giovanna Bollini, vedova di Raffaello Picchi e madre di Paola e Piero, è morta all’ospedale di Arezzo nella notte tra domenica e lunedì. «Ha combattuto con il virus per 87 giorni» dice addolorato il figlio Piero. Di lei avevamo parlato su queste pagine in occasione dell’ultimo suo compleanno, festeggiato a distanza perché in piena prima fase di lockdown: i figli vivono lontano da Grosseto e avevano pensato di utilizzare le nostre pagine per farle avere il loro pensiero affettuoso. Viveva da sola ma era pienamente attiva e anche lei aveva sofferto in modo particolare le limitazioni alle uscite imposte dai decreti. Facendo il tampone ormai tre mesi fa, Giovanna aveva scoperto di essere positiva. Nelle fasi del ricovero era subentrata un’ischemia, aggiunge il figlio, e per la attività di riabilitazione era stata poi ricoverata al centro specializzato di Montevarchi. Ulteriori complicazioni, di carattere polmonare, avevano poi indotto il personale sanitario a disporre il ricovero all’ospedale di Arezzo, avvenuto un paio di settimane fa. «Ci ho parlato ieri pomeriggio (domenica, ndr) – dice Piero – con una videochiamata dall’ospedale di Arezzo. È stata l’ultima volta che l’ho vista».
In queste ore sono in fase di organizzazione i preparativi per il rito funebre, che dovrebbe tenersi venerdì in Duomo. Poi la salma sarà tumulata nella cappella di famiglia, a Sterpeto. Aggiunge Piero Picchi: «Tornerà a stare vicino al babbo». Raffaello, nato nel 1934, era morto nel maggio 2017; era stato, tra l’altro, presidente dell’Unire, l’Unione nazionale incremento razze equine.
E anche Orbetello piange un’altra vittima del Covid. Arnaldo Angioloni, è morto il 30 gennaio stroncato da un attacco cardiaco mentre era ricoverato al Misericordia di Grosseto proprio a causa del Covid. Fino ad alcuni giorni fa era rimasto a casa poi avendo bisogno dell’ossigeno era stato ricoverato nell’ospedale del capoluogo. Il novantenne, in riva alla laguna, era molto conosciuto. Nella sua vita aveva fatto il capomastro per una nota ditta edile locale. «Aveva lavorato con le tre generazioni dei titolari – racconta il figlio Roberto – È stato lui a recuperare gli affreschi del Duomo di Orbetello». Roberto, titolare di vari locali fra Orbetello e l’Argentario, ricorda il lavoro del padre dopo l’incendio che divampò dentro il Duomo. «La ditta fu incaricata di ripristinare gli interni della chiesa che era tutta annerita – racconta – e mentre stavano eseguendo i lavori mio padre si mise a pulire il rosone, poi l’abside. Ricevette anche una lettera dal Vaticano per il lavoro che svolsero«. Roberto ha poi nella mente un episodio che Arnaldo gli raccontava sempre cantandogli la canzone del 1968 di Fausto Leali, “Angeli Negri”: «Mi diceva che quando pulì una Madonna annerita dall’incendio non pulì la faccia di due angioletti che rimasero, quindi, neri. Adesso non so se poi col passare degli anni siano stati ripuliti da lavori successivi». Arnaldo era una forza della natura. Fino ai suoi 89 anni se c’era da fare un lavoro in muratura voleva pensarci lui. «Quando l’anno scorso ho aperto un nuovo locale – aggiunge il figlio – è voluto venire lui a murare la porta. Diceva che doveva essere fatto un bel lavoro, che doveva essere messa in piombo e così fece. Voleva essere sicuro che il lavoro fosse fatto a regola d’arte». Aveva anche la passione per la pesca: «Era sempre con la sua canna in laguna. Ha pescato fino a che la salute glielo ha permesso».
Attivo anche nel sociale con don Tito nella chiesa di Neghelli durante le feste per l’organizzazione delle quali dava sempre una mano. Cordoglio per la morte di Arnaldo è stato espresso anche dall’Unione sportiva Orbetello calcio di cui uno dei figli, Fabio, è dirigente: «Il presidente Palmiro Bosi e tutta la dirigenza dell’Unione sportiva Orbetello si stringono al dolore del nostro storico dirigente Fabio Angioloni per la scomparsa del padre Arnaldo. A tutta la famiglia vanno le nostre più sentite condoglianze». I funerali di Arnaldo si sono svolti in Duomo ieri mattina. Proprio durante l’omelia funebre è stato ricordato l’impegno di Arnaldo per ripulire la chiesa. Anche la moglie di Arnaldo si trova ricoverata al Misericordia a causa del Covid. —
Pierluigi Sposato
Ivana Agostini
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