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rabbia a montieri 

La Cri ha lasciato il borgo: «Il Covid ha dato colpo di grazia»

La Cri ha lasciato il borgo: «Il Covid ha dato colpo di grazia»

I mezzi dell’associazione sono stati portati a Grosseto, nella sede provinciale. Molti dei volontari erano anziani: con la pandemia hanno ridotto il loro impegno

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MONTIERI. A Roberto Cellini, per sette anni presidente e poi commissario della delegazione della Croce Rossa di Montieri, vedere la carovana dei mezzi della Cri mettersi in marcia per lasciare il paese, ha stretto il cuore. L’inverno più nevoso e triste degli ultimi settant’anni segna anche la fine di questa nobile forma di volontariato, a lungo un vanto per il comprensorio.
La comunità di Montieri, nei giorni scorsi, ha perso i tre mezzi acquistati negli ultimi anni con i sacrifici dei paesani: un’ambulanza Volkswagen T5, il suv Fiat 16 e il Doblò attrezzato. Sono finiti a Grosseto, alla sede provinciale, per evitarne il fermo e il deterioramento da mancato uso.

Ma perché si è arrivati a questo punto?
Da Grosseto i vertici di Cri confermano tutto: «Ci dispiacerebbe, però, se passasse il messaggio di una nostra azione di forza, perché non è così – dicono – I problemi a Montieri ci sono da 3-4 anni. Il commissario Paolo Marchi, che sostituì Cellini, ha sempre fatto fatica. La pandemia, poi, ha dato il colpo di grazia al già ristretto gruppo di volontari, molti dei quali anziani. I mezzi sono fermi da tempo, con la neve, il ghiaccio… Alla fine ci è stato chiesto di portarli via da quelle stesse persone che hanno a cuore la Croce Rossa».

Su questa vicenda, però, si è preferito far calare una cortina di silenzio, così che molte persone in paese non sanno che la delegazione Cri ormai non c’è più. È chiusa.
Alle dimissioni presentate dal delegato Marchi al presidente provinciale Hubert Corsi non ha fatto seguito una sostituzione, «e la politica – accusa in una email inviata al Tirreno un gruppo di cittadini – non è stata capace di governare la vicenda, anzi non ci ha neppure provato».
Il danno, peraltro, si allarga anche alle comunità di Travale e Gerfalco. Da quando è iniziata l’emergenza Covid i volontari che si erano sempre spesi per gli altri con una generosità e una abnegazione oltre le attese, qui hanno ridotto il loro impegno, un po’per paura, un po’perché anziani e in difficoltà di fronte a protocolli sempre più rigidi.

I servizi svolti ordinariamente sono diventati più complessi, dovendo attivare norme stringenti di precauzione e sicurezza.
Oltre ai servizi sociali si facevano trasporti sanitari ordinari e di emergenza, su richiesta della Asl. Sulla vicenda interviene anche il primo cittadino di Montieri, Nicola Verruzzi: «Nessuno mi ha mai ufficialmente investito del problema – si difende il primo cittadino – e io non sono solito andare a mettere le mani e la bocca laddove ho sempre percepito un desiderio di autonomia e autodeterminazione, in primo luogo da parte dei vertici locali. Le ultime comunicazioni tra la Croce Rossa e il Comune risalgono al periodo in cui Montieri divenne comprensorio cardioprotetto. Se non ricordo male oltre tre anni fa… Sì, sapevo di alcune difficoltà, ma non credevo si arrivasse a questo punto. Avremmo potuto governare questi problemi? Cercare una soluzione? Probabilmente sì, ma – ripeto – ho ricevuto una telefonata a cose fatte. Credo anche che la progressiva riduzione dei volontari e, di conseguenza, dei servizi non sia solo legata al Covid. Nella Cri di Montieri è mancato negli ultimi anni il ricambio, quel minimo di scouting che deve esserci in ogni associazione. Altre attività di volontariato del territorio, nello stesso ambito, sono invece cresciute per numero di associati e volontari, oltre che per i servizi. Respingo, quindi, le polemiche e spero che la locale delegazione trovi la spinta e le risorse umane per tornare presto in attività». Ed è anche l’auspicio del Comitato Cri di Grosseto: «Quando l’emergenza Covid si sarà attenuta – dicono dal capoluogo – cercheremo una soluzione per riattivare l’unità territoriale di Montieri, restituendo al territorio quel supporto che la Croce Rossa ha sempre offerto».

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