La manifestazione
Il piano operativo non c’è «Crollo del settore edile»
follonica. A Follonica il regolamento urbanistico è scaduto dal 2016 e l’attesa è per il piano operativo, che lo deve sostituire. Il capogruppo di minoranza Massimo Di Giacinto chiede di accelerare le procedure, così da venire incontro alle esigenze di imprese e lavoratori. «Per far ripartire l’edilizia e il suo indotto la città ha urgentemente bisogno di un piano operativo snello, chiaro, trasparente, equo e di facile consultazione», dice Di Giacinto.
Per un comune il piano strutturale e il piano operativo, ovvero l’ex regolamento urbanistico, sono strumenti importanti: il primo delinea le scelte strategiche di sviluppo in campo urbanistico, stabilendo gli indirizzi per la futura gestione del territorio comunale, il secondo mette nero su bianco gli indirizzi, decidendo dove, come e quanto si può costruire. «In sintesi – spiega il capogruppo di opposizione – il piano strutturale è la cornice dentro la quale con il piano operativo si dettaglia e regola l’edificabilità dei suoli. A Follonica però c’è un problema di non poco conto: il regolamento urbanistico è scaduto dal 13 luglio 2016, nella totale e colpevole indifferenza del sindaco e assessore all’urbanistica Andrea Benini che avrebbe dovuto elaborare e predisporre il nuovo strumento per evitare il blocco dell’attività edilizia con le gravi ripercussioni che in questi anni, inevitabilmente, hanno subìto le imprese, i lavoratori e i professionisti del settore».
A novembre 2019 l’amministrazione in sede di consiglio comunale ha avviato il procedimento di formazione della variante al piano strutturale e la contestuale redazione del piano operativo. «Ma ad oggi tutto tace – dice Di Giacinto – nulla si sa sullo stato dell’arte. Forse si preferiscono, come si sono preferite, le varianti al regolamento urbanistico rispetto a una programmazione seria che solo il piano operativo può garantire? Sembra proprio di sì, purtroppo». Senza la revisione del piano strutturale e la stesura del nuovo piano operativo si può attuare solo ciò che è già previsto nel vecchio documento. «L’inerzia del sindaco e assessore all’urbanistica Benini – affonda Di Giacinto – ha provocato il crollo dell’edilizia e il blocco di Follonica, la mortificazione di chi vorrebbe costruire la propria casa e di chi è costretto a andare ad abitare nei paesi vicini. E non solo: niente concessioni edilizie significa, per il Comune, il crollo delle entrate da tutti gli oneri edificatori».
Per il capogruppo è arrivato il momento di redigere il piano operativo: «Lo strumento non deve dare modo di essere interpretato ma deve semplicemente essere applicato in modo imparziale per tutti quelli che legittimamente chiedono concessioni – conclude il capogruppo di opposizione – chiedono di operare, chiedono di fare impresa. Benini e i suoi ne saranno capaci? Ho qualche dubbio». —
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