Gioco
I vecchi abiti del rione Cassarello tirati fuori dal baule e immortalati in foto
L’idea è venuta a Francesco Giovannetti che vorrebbe allestire una mostra con il materiale raccolto quest’anno
Giulia Sili
follonica. Quest’anno Follonica non vedrà nessun carro sfilare per le strade cittadine ma la voglia di ribaltare la realtà con la fantasia e travestirsi da ciò che non si è, resta. Proprio per questo motivo, per mantenere vivo lo spirito del Carnevale anche in tempi di pandemia, il rione Cassarello ha pensato di rievocare tutte le edizioni passate attraverso una serie di fotografie scattate in uno studio costruito per l’occasione.
L’idea è venuta a Francesco Giovannetti, fotografo amatoriale e appassionato di Carnevale. Il follonichese ha coinvolto il suo rione che ha accolto con entusiasmo l’idea e adesso già da alcuni giorni sono in corso le sessioni fotografiche, «in sicurezza – dice Francesco – mantenendo le distanze e disinfettando sempre tutto».
Giovannetti ha chiesto ai suoi concittadini del rione Cassarello di tirare fuori dagli armadi i vecchi costumi di carnevale, così da poterli indossare di nuovo per fare delle fotografie. La risposta è stata più grande della aspettative tanto che Francesco, aiutato nell’organizzazione da Martina Ticciati, sta fotografando molte persone, entusiaste di tornare a indossare, anche solo per poco, gli storici costumi. «Lo faccio per divertimento – dice Francesco – ho realizzato uno studio per portare un po’di spensieratezza in un anno senza il Carnevale Follonichese tradizionale. Le persone hanno apprezzato e in tanti hanno tirato fuori costumi vecchi e vecchissimi». Non solo: ci sono anche le reginette degli anni passati che hanno accettato di indossare di nuovo gli abiti con i quali hanno sfilato sui carri. In totale sono otto le follonichesi che sono tornate a calarsi nella parte della reginetta.
Tra loro non manca Anna D’Urso, reginetta addirittura nel 2005: dopo sedici anni Anna è tornata ad indossare il costume abbinato al carro allegorico che quell’anno si intitolava “Bentornata Primavera”. «Anna è stata felicissima di vestire di nuovo quell’abito – dice Francesco – sicuramente sono pochissime le occasioni in cui si possono indossare quei costumi e questa è stata una di quelle».
Francesco ha poi immortalato anche sua figlia Sophia, fotografata mentre indossa sorridente i colori del rione. «La gente si è messa a ricercare i vecchi abiti – dice Martina – in tanti hanno infatti conservato gelosamente i costumi delle sfilate, e adesso Francesco si è impegnato a fare delle fotografie che vengono scattate ogni fine settimana». Insieme ai costumi è però importante anche avere il trucco adatto: a questo pensano Ilaria Capecchi, esperta di reginette, e Andrea Viola Lenzi che si occupa di tutti gli altri figuranti. «Alla fine siamo riusciti a coprire quasi tutti gli anni – dice Martina – una ricostruzione che ha richiesto un po’ di organizzazione ma il risultato è molto soddisfacente».
Le foto potrebbero diventare materiale per una mostra – anche se in tempi di Covid organizzare un’esposizione non è semplice – oppure potrebbero arredare la stanzetta del quartiere. «Abbiamo voluto portare un po’di colore a questo Carnevale che rischiava di essere molto triste – conclude Francesco – spero di esserci riuscito. Intanto abbiamo coinvolto una quarantina di persone, già questo è un successo». —
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