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Punteruolo, fascette e nastro adesivo Paura a casa del sindaco di Grosseto

Francesca Gori
Punteruolo, fascette e nastro adesivo Paura a casa del sindaco di Grosseto

I vigilanti hanno notato il materiale su una finestra della tenuta di Antonfrancesco Vivarelli Colonna I carabinieri indagano a tutto campo: dall’avvertimento al tentativo di rapina, nessuna pista esclusa 

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Francesca Gori

ORBETELLO. «Non posso dire nulla, ci sono indagini in corso. Però chi ci ha fatto questo non lo ha fatto solo a me ma ha toccato una parte per me molto sensibile: la mia famiglia, mia moglie e mia figlia». Ha la voce ferma ma stanca il sindaco di Grosseto Antonfrancesco Vivarelli Colonna che ieri mattina è stato svegliato ben prima dell’alba dai vigilanti che nella sua tenuta nel comune di Orbetello avevano appena fatto una scoperta ritenuta inquietante: un punteruolo, un rotolo di scotch nastrato, una cordicella e delle fascette di grandi dimensioni lasciate su una finestra sul retro della villa, in un punto in cui si accede senza grosse difficoltà dopo aver percorso il viale che porta alla tenuta. Era appena suonato l’allarme, quando gli uomini della sicurezza sono arrivati alla casa.

Non ci sono telecamere, nel podere del sindaco e né il primo cittadino, né la moglie e la figlia che stavano dormendo, hanno sentito alcun rumore. Si sono svegliati quando l’allarme è suonato e hanno chiesto l’intervento dei carabinieri: al podere sono arrivati gli uomini del nucleo operativo e radiomobile della compagnia di Orbetello, per il primo sopralluogo. Ieri poi, sono tornati alla villa anche i carabinieri del reparto operativo di Grosseto.

Il materiale che è stato trovato dietro all’abitazione, appoggiato sul davanzale della finestra al pianterreno, è stato sequestrato e ora verrà analizzato per vedere se ci siano impronte per poter risalire a chi ha lasciato lì la corda, il punteruolo, il nastro adesivo e le fascette. Materiale, quello trovato dai vigilanti, che potrebbe essere stato lasciato lì da qualcuno che stava progettando di entrare nella villa del sindaco oppure che potrebbe essere stato utilizzato per lanciare un “avvertimento” al primo cittadino di Grosseto, com’è successo due giorni fa al suo collega di Pistoia. Ma in quest’ultimo caso, la lama recapitata a casa di Alessandro Tomasi era accompagnata da una lettera di minacce: «Sei nel mirino perché il livello che hai non ti spetta... Non sei nulla!!», c’era scritto.

Antonfrancesco Vivarelli Colonna e la moglie Lucia invece, hanno detto ai militari di non aver mai ricevuto minacce. Il sindaco ieri, alla fine di una giornata difficile, durante la quale la preoccupazione per la sicurezza di sua moglie e della figlia adolescente è stato l’unico pensiero, si è preso qualche altra ora di tempo per decidere se andare a sporgere o meno denuncia.

«L’unica cosa che posso dire – sono le parole del sindaco – è che ho il massimo rispetto del lavoro delle forze dell’ordine e che voglio ringraziare i carabinieri che sono subito intervenuti. Gli uomini dell’Arma, per i quali nutro grande stima e riconoscenza, sono al lavoro per fare chiarezza. In queste ore sto ricevendo centinaia di dimostrazioni di affetto, che mi riscaldano il cuore. Sono telefonate, messaggi, parole di grande conforto per me e per la mia famiglia. Grazie di cuore a tutti».

Il primo a mandare un abbraccio al sindaco e alla sua famiglia è stato il vescovo Rodolfo Cetoloni. «A nome mio personale e della Diocesi esprimo al sindaco vicinanza e solidarietà per l’episodio che suo malgrado lo ha visto coinvolto – ha scritto monsignor Cetoloni – Anche se si trattasse di una “semplice” bravata, mi permetto di dire che in questo momento non abbiamo bisogno neppure di bravate. Mi auguro sinceramente che nessuno voglia intorbidire un clima già pesante, nel quale – al di là della legittima e sana dialettica – le Istituzioni e chi le rappresenta hanno bisogno dell’incoraggiamento e della critica costruttiva. In questi giorni, purtroppo, questo non è l’unico episodio contro un rappresentante delle Istituzioni nella nostra Toscana. Aiutiamoci insieme a preservare ciò che ci unisce tutti, a partire dal senso di civiltà che questa nostra terra ha sempre espresso anche nelle contese più aspre».

Anche la politica, da destra a sinistra, si è stretta attorno al sindaco. «È sicuramente un vile e atto intimidatorio – dicono il coordinatore regionale di Fratelli d’Italia Fabrizio Rossi e il commissario provinciale Bruno Ceccherini a nome di tutto il partito – Come al solito si è voluto colpire chi, come Vivarelli Colonna, ogni santo giorno si impegna e lavora per il bene di tutta la comunità». Al messaggio dei vertici maremmani del partito si aggiunge anche quello del parlamentare di Fratelli d’Italia Giovanni Donzelli. Anche tutta l’opposizione in consiglio comunale si è unita al coro di sdegno. «Un atto del quale al momento non si conoscono le ragioni, ma senza dubbio di assoluta gravità. Confidiamo che le forze dell’ordine riusciranno ad individuare gli autori del gesto – dicono i consiglieri del centrosinistra – Da parte nostra esprimiamo la massima solidarietà ad Antonfrancesco Vivarelli Colonna ed alla sua famiglia». «L’atto intimidatorio contro il sindaco è frutto di uno o più mitomani che non conoscono neppure le regole della democrazia». Così l’onorevole Mario Lolini, commissario regionale della Lega, e il consigliere regionale Andrea Ulmi, segretario provinciale del partito a cui si è aggiunto, in tarda serata, anche l’abbraccio di Matteo Salvini e quello di Sandro Marrini e Elisabetta Ripani, coordinatore e parlamentare di Forza Italia. —

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di Redazione web