Il Tirreno

Grosseto

la protesta davanti alla chiesa 

Gattare in piazza per i mici ma la città si spacca in due

Giulia Sili
Gattare in piazza per i mici ma la città si spacca in due

Alla manifestazione c’era anche il vicesegretario della Lega, contrario allo sfratto Il custode della scuola. «Non hanno mai dato noia a nessuno, è assurdo»

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Giulia Sili

follonica. L’appuntamento era di fronte al cancello del cortile della chiesa Nostra Signora di Lourdes, chiuso con una catena da diversi giorni per volere del consiglio pastorale. Lì di fonte ieri pomeriggio si sono ritrovate una ventina di persone, decise a chiedere giustizia per i gatti sfrattati. Tra di loro anche il vicesegretario della Lega cittadina, Lino Loli.

Per molti anni i felini hanno trovato conforto e accoglienza nel cortile della parrocchia: lì si trovavano le loro cucce e venivano sfamati. Adesso i mici sembrano però essere diventati un peso sia per la chiesa che per la vicina scuola elementare, tanto che alcuni genitori in una lettera indirizzata al sindaco hanno parlato di problemi igienici. Le gattare non accettano però questa chiusura improvvisa e hanno chiesto, inviando anche una lettera al vescovo della diocesi di Massa Marittima e Piombino, di riaprirle il cancello della parrocchia.

Ieri pomeriggio le due volontarie che si occupano dei gatti hanno sfamato la colonia poggiando i piatti con il cibo direttamente sul muretto della scuola. Quella che è sembrata essere una provocazione è stata descritta come una esigenza: «Non mettiamo il cibo sul marciapiede perché non tutti i gatti verrebbero – spiega una delle volontarie, che preferisce restare anonima – scenderebbe solo il capobranco, gli altri avrebbero difficoltà, abbiamo provato. Prima mangiavano nel cortile, ora ci arrangiamo così».

Dopo la decisione del consiglio parrocchiale di chiudere il cancello e impedire così alle gattare di entrare, i mici vengono sfamati sul muretto delle scuola, «ma subito dopo – ci tengono a specificare le gattare – disinfettiamo con lo spray». I gatti sono lì da moltissimi anni e nel tempo il numero è diminuito in maniera consistente, tanto che adesso sono rimasti pochi esemplari, tutti sterilizzati. «Don Gianni li amava e li sfamava, anche quando erano 30 – dice la gattara – adesso, con così pochi gatti non si può più parlare di emergenza». Poco distante dalle persone venute per difendere i diritti dei gatti c’è una mamma, venuta a prendere il figlio all’uscita della scuola. Francesca Manenti, questo il nome della mamma, è tra i firmatari della lettera inviata al sindaco dove si chiede di spostare i gatti altrove: «Ho firmato la petizione – dice – non ho nulla contro i gatti ma penso che non sia giusto che stiano nel cortile di una scuola, diventato una grande lettiera. Con i diritti degli animali dobbiamo tutelare anche quelli dei bambini». La signora parla di un problema avuto dal figlio: «È capitato che mio figlio abbia avuto i vermi nell’intestino, gli ossiuri – dice Manenti – non dico che la causa siano i gatti del cortile ma potrebbero anche esserlo. Di tutt’altra idea il bidello della scuola, Francesco Laddaga: «Invece di educare i figli a non toccare gli escrementi, chiedono di mandare via i gatti che sono qui da sempre – dice – Io non ho mai visto un bambino toccare la cacca dei gatti. Sarà capitato tre o quattro volte che l’abbiano calpestata ma può succedere anche in strada».

Anche la Lega è contraria alla chiusura del cancello: «Non siamo d’accordo – dice Loli – i gatti sono stati da sempre in parrocchia e il parroco aveva rispetto per loro». —

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