Sicurezza
Dopo i vandali a scuola sentiti ragazzi e insegnanti E nasce la rete interforze
Francesca Ferri
ribolla. Indagini in pieno corso, tante persone – ragazzi e insegnanti – sentite dai carabinieri, ma anche mobilitazione delle istituzioni per tessere una rete tra Comune, servizi sociali e forze dell’ordine che possa evitare ai giovani che vivono situazioni di disagio di cadere nell’illegalità.
Si corre ai ripari dopo i vandalismi ai danni della scuola di Ribolla (Roccasatrada), dove nel fine settimana ignoti sono entrati spaccando la porta e hanno appiccato il fuoco in tre aule del primo piano. I vandali non sono ancora stati presi, ma da subito i sospetti si sono concentrati su un gruppo di ragazzi, tra 15 e 19 anni, che da mesi fanno delle scorribande.
le indagini
Le indagini sui falò a scuola sono in mano ai carabinieri che in questi giorni hanno sentito diversi giovani e insegnanti. Servirà ancora qualche giorno, invece, per avere i risultati delle analisi sulle tracce di sangue trovate vicino alla porta a vetri al primo piano (e non solo lì), spaccata dai vandali per entrare, e sulle impronte trovate nella scuola.
la rete istituzionale
Il sindaco Francesco Limatola, però, punta anche sulla leva della prevenzione, da farsi intercettando sul nascere episodi di disagio dei giovani.
Per questo ieri mattina nella sala del consiglio comunale si sono riuniti lo stesso Limatola, le assessore Stefania Pacciani ed Elena Menghini, il consigliere comunale con delega alle politiche giovanili Leandro Stacchini, il direttore del Coeso – Socetà della salute Fabrizio Boldrini e le assistenti sociali territoriali, il dirigente scolastico Cristiano Lena, il tenente colonnello Matteo Orefice del comando provinciale dei carabinieri e il comandante della polizia locale Adriano Innocenti. Il tavolo di confronto istituzionale è servito per stabilire che scuola, servizi sociali e forze dell’ordine debbano scambiarsi in modo sistematico le informazioni su situazioni di disagio, spesso legate a condizioni familiari particolari, per le quali è necessario intervenire attivando azioni sociali di sostegno.
«Abbiamo il dovere – dice Limatola – di mettere in campo quelle azioni che sono necessarie per prevenire il nascere e il diffondersi di questi spiacevoli episodi, intervenendo con gli strumenti che i tecnici dei servizi sociali stanno già progettando». Il modello è quello già sperimentato a Roccastrada per fronteggiare bullismo e baby gang, ovvero un progetto di educazione di strada. Previste anche altre attività in sinergia con la scuola. Azioni che interrotte per la pandemia.
Il Comune coordinerà i soggetti istituzionali coinvolti e le riunioni saranno periodiche.
Dettaglia al Tirreno Limatola: «Bisogna intercettare sul nascere i campanelli d’allarme. Alcune persone sono già in carico ai servizi sociali; altre situazioni possono emergere, ad esempio, a scuola, e venire percepite da un insegnante. Io invito tutti ad alzare lo sguardo. Quanto agli assistenti sociali di strada, saranno tre o quattro che andranno a intercettare i ragazzi nei loro luoghi di ritrovo».
lavori pubblici
Sempre dal Comune c’è poi una terza attività su Ribolla, quella della riqualificazione degli spazi, quanto mai importante per prevenire il degrado sociale. «A Ribolla – dice il sindaco – stiamo investendo 10 milioni di euro tra il nuovo polo sociosanitario, di cui sono iniziati i lavori, che comprendono anche la riqualificazione di alcuni parchi, e il polo scolastico, i cui lavori saranno assegnati entro il 28 febbraio e saranno finiti in 14 mesi».
la scuola
La scuola al momento è aperta solo per le classi delle elementari e le prime medie; le seconde e terze medie dovranno fare didattica a distanza finché non saranno finiti i lavori su impianti e strutture e non saranno sanificati gli ambienti, almeno fino alla fine della prima settimana di febbraio. —
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