Il Tirreno

Grosseto

il delitto dell’agosto 2019 

«Omicidio per la cocaina» Prima udienza oggi in Assise

Pierluigi Sposato
«Omicidio per la cocaina» Prima udienza oggi in Assise

I colpi di pistola avevano ucciso Bouazza Jarmouni nella macchia di Filare Mirko Meozzi e Sonia Santi devono rispondere anche di tentato omicidio

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Pierluigi Sposato

Grosseto. Processo per omicidio, prima udienza. Appuntamento alle 9 davanti ai giudici della Corte di assise per Mirko Meozzi, 46 anni, di Scarlino, e Sonia Santi, 35 anni, di Suvereto, imputati entrambi per aver causato la morte di Bouazza Jarmouni, 25 anni, cittadino marocchino, ucciso da più colpi di pistola all’addome a Filare di Gavorrano l’11 agosto 2019. Omicidio ma anche tentato omicidio, perché quella sera rimase ferito il cugino di Bouazza, Rahhal El Jamouni, 20 anni, ferito da un proiettile.

Si procede con il dibattimento pubblico perché nell’ottobre scorso, all’udienza preliminare, non era stata ammessa la richiesta di rito abbreviato chiesta dai difensori Roberto Cerboni, Donatella Panzarola e Loredana Giuggioli. Scelti oltre un mese fa i giudici popolari, la corte sarà presieduta da Adolfo Di Zenzo, con a latere almeno in questa prima fase Marco Bilisari. Attesa la costituzione di parte civile per Rahhal. I due imputati – lui in comunità, lei ai domiciliari – dovrebbero essere presenti. L’udienza di oggi è riservata alle formalità di apertura e alle eccezioni; saranno indicati i testi e saranno quindi indicate le date delle prossime udienze, con i primi testimoni da sentire.

L’accusa, rappresentata dal pm Anna Pensabene, sostiene che tutto sia avvenuto nell’ambito di una trattativa di acquisto di sostanza stupefacente, in particolare di cocaina. Stando all’imputazione, Santi avrebbe condotto la Fiat Punto a lei in uso fornendo a Meozzi la pistola 9x21 da lei legalmente detenuta. Meozzi avrebbe chiesto a Bouazza una dose di droga e poi avrebbe sparato più colpi, uno dei quali aveva raggiunto all’addome il cugino Rahhal, anche lui marocchino; il giovane era stato sottoposto a un intervento chirurgico con esito positivo. Anche l’accusa di omicidio è rivolta a entrambi, per quel colpo sparato da Meozzi con la pistola di Santi che aveva raggiunto Jarmouni all’addome, causandone la morte immediata; l’azione sarebbe stata ideata il giorno prima, sempre secondo le conclusioni dell’accusa. Entrambi gli imputati devono rispondere anche di rapina (per essersi impossessati del denaro e della droga), entrambi del porto abusivo della pistola in posto pubblico, Meozzi della detenzione illegale.

In sede di udienza preliminare, l’avvocato Cerboni aveva depositato una perizia balistica elaborata dallo studio Farneti che ricostruisce la scena del delitto; in particolare, la difesa ritiene di poter escludere la premeditazione, in linea del resto con le dichiarazioni confessorie di Meozzi. —

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