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Grosseto

«Lo sport non è violenza» Martina e la sua tesi sulle gang

Giulia SIli
«Lo sport non è violenza» Martina e la sua tesi sulle gang

Prendendo spunto dai fatti di cronaca avvenuti a Colleferro nel settembre scorso la studentessa scarlinese appassionata di karate ha voluto dare il suo contributo al dibattito 

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il messaggio

Giulia SIli

Martina Destri, 24 anni, lunedì scorso si è laureata a Pisa in Scienze del Servizio sociale e nel suo elaborato, nel quale tratta anche di un fatto di cronaca nazionale, ha voluto portare il suo punto di vista, omaggiando lo sport che pratica ormai da 15 anni: il karate.

Martina, figlia del consigliere comunale di Scarlino Guido Mario Destri, è infatti un’atleta cintura nera della palestra Sport Karate Follonica. Nella sua tesi triennale dal titolo “Le gang giovanili tra teoria e pratica criminale: il ruolo di una corretta socializzazione”, Martina ha scelto di affrontare il delicato argomento dell’omicidio di Willy Monteiro Duarte, il giovane di 19 anni assassinato la notte dello scorso 6 settembre a Colleferro, nel Lazio. Per quel delitto sono accusati di omicidio volontario i fratelli Marco e Gabriele Bianchi, soprannominati “i gemelli di Artena”, lottatori esperti di arti marziali miste, oltre a Mario Pincarelli e a Francesco Belleggia. Prendendo spunto dalla tragedia di Colleferro, la neodottoressa ha contrastato con decisione la suggestione che porta ad associare il culto delle arti marziali alla violenza.

«Lo sport è educazione, disciplina e profondo rispetto di tutti – dice Martina – tutto il resto è solo violenza». Martina fa parte della federazione italiana Fijlkam, Judo lotta karate arti marziali, proprio come uno dei fratelli Bianchi, oggi espulso, e con la sua tesi ha voluto chiarire che le arti marziali «non educano alla violenza e al gusto per il sangue, tutt’altro». La scelta dell’argomento della tesi non è infatti causale: «Ho scelto questo tema per la mia tesi perché, oltre alla gravità dei fatti legati all’omicidio, ho sentito di dover dare il mio contributo alla discussione sulle arti marziali. I fratelli Bianchi sono cultori di Mma, e ho letto spesso sulla stampa che questa disciplina istigherebbe alla violenza: con questo sono in totale disaccordo». Martina sostiene infatti che siano altri i motivi che hanno portato alla morte del giovane Monteiro Durante. L’associazione Mma e istigazione alla violenza è stata proposta più volte dalla stampa, andando a cercare una relazione tra le arti marziali miste praticate dai due aggressori e la brutalità che ha portato all’uccisione del ragazzo. Sulla questione era poi intervenuta anche l’influencer Chiara Ferragni che aveva affermato: «Il problema non sono le Mma, ma la cultura fascista». Adesso anche Martina con la sua tesi chiede di centrare il punto della questione, spostando l’attenzione sul contesto in cui i due fratelli e gli altri due amici arrestati si sono formati. «I media hanno importanti responsabilità in questo» afferma Martina.

La giovane subito dopo la laurea avvenuta in videoconferenza è corsa in palestra e, indossando il kimono, si è scattata orgogliosa una fotografia con i suoi maestri. «Quando dico che sono cintura nera di Karate – dice Martina – la battuta più frequente è “allora bisogna stare attenti”. Io rispondo sempre “no, al massimo dovete sentirvi al sicuro, potrei difendervi”». –

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