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Braccio di ferro sull’affaire dei gatti Nessuna delle parti vuol tornare indietro

Giulia Sili
Braccio di ferro sull’affaire dei gatti Nessuna delle parti vuol tornare indietro

Tramite un legale, le volontarie propongono una trattativa Dalla parrocchia un fermo rifiuto: «Qui non ci devono stare»

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Giulia Sili

follonica. Non ci sono compromessi che tengano: di fronte alla complicata vicenda dei gatti della chiesa Nostra Signora di Lourdes di Follonica nessuno sembra voler cedere, né le gattare né i fedeli. I dieci gatti da sempre ospitati nel cortile della chiesa di Zona Nuova da alcune settimane non sono più i benvenuti e alle volontarie che si prendono cura di loro è stato detto di spostarsi altrove, magari nella vicina colonia felina, lontana un centinaio di metri dalla parrocchia.

La questione è cresciuta a dismisura tanto che i vari protagonisti si sono dati battaglia a suon di petizioni, la prima inviata al sindaco Andrea Benini, alla quale le gattare hanno risposto rivolgendosi direttamente alla diocesi di Massa Marittima e Piombino. Nei giorni scorsi è poi arrivata un’interpellanza formale rivolta dal capogruppo di opposizione Massimo Di Giacinto al sindaco. Della questione se ne stanno adesso occupando due legali e l’amministrazione, tirata in causa, ha sempre spronato una risoluzione tra le parti. I dieci gatti della parrocchia che sono stati sfrattati hanno però creato un caso mediatico con l’interessamento dei media nazionali e con centinaia di commenti lasciati sui social da parte dei cittadini.

Adesso nella vicina colonia “Il Graffio” sono apparsi due cartelli che si riferiscono esplicitamente alla questione: «Più responsabilità è tutela per i diritti degli animali» e «Chi ama davvero gli animali combatte per i loro diritti» è stato scritto sui fogli attaccati sui pini. Le gattare continuano a chiedere di poter continuare ad accedere alla corte della parrocchia per sfamare e prendersi cura dei gatti, che adesso vengono nutriti sul marciapiede. I fedeli, invece, appoggiati anche da un gruppo di genitori della vicina scuola elementare, sono sempre più convinti della loro posizione.

«Purtroppo la presenza dei gatti vicino alla scuola, precisamente nel giardino della parrocchia, sta creando diversi disagi ai bambini della scuola e di conseguenza ai genitori» hanno scritto alcuni genitori al sindaco Benini. Le famiglie nella lettera spiegano che i gatti «hanno ormai da tempo preso l’abitudine di usare la ghiaia della scuola come lettiera per i loro bisogni fisiologici».

«Abbiamo chiesto una trattativa con il consiglio pastorale, così da poter avere il permesso di accudire i gatti – spiega l’avvocata Gabriella Capone, la legale alla quale si sono rivolte le volontarie – Non si può pensare da un giorno all’altro di spostare quei gatti i cui diritti sono tutelati dalle legge». Intanto i fedeli si dicono decisi a continuare sulla loro strada, totalmente contrari a riaprire il cancello sul quale è stata posta una catena: «Se prima potevamo prendere in considerazione una trattativa – dice uno dei volontari che si occupano della parrocchia – adesso è diventata una questione di principio. Non ascolteremo oltre: i gatti devono restare fuori da qui, la chiesa non è un luogo adatto».

Intanto i gatti, inconsapevoli delle tante attenzioni che stanno ricevendo, conducono tranquillamente la loro vita e, come se niente fosse, continuano a frequentare la corte della chiesa. Non c’è catena che tenga: basta passare tra le sbarre e il gioco è fatto. —

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