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CAPALBIO 

Scontro mortale sull’Aurelia Automobilista patteggia

P.S.
Scontro mortale sull’Aurelia Automobilista patteggia

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CAPALBIO. Due anni la pena patteggiata da un automobolista orbetellano, Massimo Cappelli, 58 anni, imputato di omicidio colposo per l’incidente stradale in cui la sera dell’11 ottobre 2019 aveva perso la vita il conducente di una Fiat Punto, sull’Aurelia nel territorio di Capalbio, all’altezza del Bivio Chiarone.

Il giudice dell’udienza preliminare ha ritenuto congrua la pena patteggiata tra il pm Giampaolo Melchionna e il difensore Giuseppe Di Noto di Roma, riconoscendo l’attenuante del risarcimento del danno, già effettuato integralmente; ha sospeso la pena e (per un anno e mezzo) anche la patente di guida.

Secondo l’imputazione, Cappelli era alla guida di una Porsche Macan e stava percorrendo la statale in direzione Roma; in fase di sorpasso di un autoarticolato, avrebbe invaso la corsia opposta e, in fase di rientro, avrebbe urtato con la parte centrale-posteriore della fiancata sinistra la parte anteriore e frontale della Fiat Punto su cui viaggiava un uomo, in direzione opposta. L’utilitaria era stata proiettata nella corsia opposta e aveva sbattuto contro l’autoarticolato; il rimbalzo l’aveva fatta tornare indietro e l’aveva fatta urtare contro un’Audi A4, fino a rimanere a cavallo della mezzeria, con l’abitacolo ridotto realmente a un ammasso di lamiere. A causa di questa ripetuta serie di urti, Felice Signorino, 84 anni, conducente della Punto, era rimasto ucciso all’istante, con gravissime lesioni alla testa, al torace e all’addome. Originario di Messina, aveva sempre vissuto a Milano, dove si era anche laureato; aveva lavorato alla Mondadori, poi una volta in pensione aveva scelto Borgo Carige per trascorrere la vecchiaia, acquistando un podere e ristrutturandolo.

Nell’incidente erano rimasti gravemente feriti i due coniugi romani che viaggiavano sull’Audi, oggi 60 e 48 anni: i medici dell’ospedale Misericordia avevano stabilito una riportato una prognosi di trenta giorni ciascuno a causa di fratture di vario genere.

A occuparsi dei rilievi erano stati i carabinieri, che nel loro rapporto avevano evidenziato che in quel tratto la segnaletica orizzontale e verticale non consentivano alcuna manovra di sorpasso. —

P.S.

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